Per i lefebvriani ogni Messa è dubbia tranne la loro
Il "distanziamento sacramentale" è ormai dottrina della San Pio X che reputa i nuovi riti invalidi o quantomeno dubbi. Alla larga anche dal rito antico celebrato da altri. Ai suoi fedeli la Fraternità chiede di non accettare sacramenti dagli sconosciuti, fosse pure il Papa.
1. Le tappe di un accordo sempre rifiutato, di Luisella Scrosati
2. Quando anche Fellay temeva lo scisma, di Luisella Scrosati
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Rito antico e nuovo: la contaminazione non nasce a tavolino
Perché porti frutto l'arricchimento reciproco tra Vetus e Novus Ordo non è opera di "periti" ma della coesistenza e di una lenta maturazione. Nel frattempo anche nella Messa post-riforma occorre eliminare l'arbitrarietà e recuperare l'orientamento e il canto proprio.
La crisi della Chiesa esige chiarezza
La violenza verbale e gli insulti che hanno accompagnato gli articoli sui lefebvriani ci rafforzano nella convinzione che è necessario fare chiarezza su quanto stiamo vivendo nella Chiesa: la risposta alla crisi di fede non può essere una posizione ideologica ma un desiderio di conversione.
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Non sono i tradizionalisti, ma Roche a ignorare il Concilio
Il porporato perseguita il rito tradizionale in base al (falso) presupposto che la teologia sarebbe cambiata con il Vaticano II. In realtà, la vera contraddizione non è tra testi conciliari e Messa antica, ma tra il prefetto del Culto Divino e la liturgia.
Messa antica, sorpresi pure i progressisti. Müller denuncia
Continuano le reazioni, pro e contro, dei vescovi al Traditionis custodes. Negli Usa la durezza delle norme sulla Messa antica ha sorpreso perfino Gregory e O’Malley. In Francia la Conferenza episcopale esprime stima ai fedeli che partecipano al Vetus Ordo. E Müller critica le contraddizioni di Francesco, blando con il Cammino sinodale tedesco, mentre «qui colpisce duramente le pecore».





