• INGERENZE

    Si vota in Italia, ma l'esito vogliono deciderlo all'estero

    Draghi vola all'Onu dove ritengono l’Italia affidabile solo se guidata dal banchiere; Letta da Scholz in Germania che ritiene la vittoria del Centrodestra pericolosa. E poi ci sono il Times e il Guardian a soffiare sul fuoco. I condizionamenti stranieri sono antidemocratici e rendono la campagna elettorale che si sta per concludere come una delle più inquinate della storia. 
    - IL MONDO GRIGIO SOGNATO DAI VERDI, di Stefano Magni

    • IL DOPO DRAGHI

    Ora basta con la salute come pretesto liberticida

    La gestione del Covid da parte dei governi Conte II e Draghi - uniti dall’era Speranza - è stata disastrosa. Lockdown, protocolli di pseudo-cura, vaccinazioni imposte con metodi coercitivi, green pass perfino per lavorare. Il tutto demonizzando le cure precoci e i medici che le hanno attuate con risultati notevoli. Il nuovo Governo dovrà ricostruire la Sanità pubblica, senza ideologie.

    • L’ANALISI

    La fine di Draghi è la sconfitta del mattarellismo

    La fine del Governo Draghi rappresenta la sconfitta di un quadro politico il cui autore principale era Mattarella. Un quadro con contenuti precisi, dalla gestione del Covid ai nuovi diritti, dall’appiattimento sulla linea di Ue e Nato all’ossequio al Grande Reset. Si è permessa la pandemizzazione della democrazia italiana. Ora serve un cambio politico sostanziale.

    • DRAGHI CADE

    Il governo dei migliori fugge prima di crollare sotto le macerie

    La realtà si può occultare sotto la coltre dell'"assolutismo illuminato", ma prima o poi le conseguenze di politiche imposte dall'alto cominciano a farsi sentire. E anche il leader tecno-competente Draghi, elevato a “salvatore della patria” si rende conto che il disagio economico e sociale causato dalle sue politiche è prossimo a trasformarsi in una valanga di proteste. E nasce anche nel “salvatore della patria” l'intenzione di fuggire prima di rimanere sotto le macerie dell'edificio da lui stesso minato. Ieri ha pronunciato uno tra i più provocatori discorsi mai ascoltati da un Presidente del Consiglio, chiaramente puntando ad acuire i contrasti piuttosto che a ricucirli.
    - CAPOLINEA, ELEZIONI VICINE di Ruben Razzante

    • IL PUNTO

    Governo Draghi al capolinea, elezioni più vicine

    Dopo il surreale dibattito di ieri, il Senato ha rinnovato la fiducia a Draghi con 95 sì e 38 no, ma con il resto dei senatori che non hanno votato. Oggi anche la Camera dovrebbe confermargli la fiducia, ma sembra comunque scontato che il premier rassegni le dimissioni. L’altissima conflittualità interna ai partiti apre le porte alle urne anticipate.

    • TRATTATO DEL QUIRINALE

    Italia-Francia, che ne sarà della sovranità nazionale?

    Firmato da Draghi e Macron, alla presenza di Mattarella, il “Trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata”. Frutto della volontà del Pd e delle pressioni d’oltralpe, consta di 12 punti. Andrà giudicato sulla sua attuazione, ma è chiaro che su tutti i temi dell’accordo Parigi vanta una maggiore influenza di Roma.

    • IL VERTICE DI ROMA

    G20: un'agenda da no-global, un approccio paternalista

    Non si capisce perché i discendenti dei “no global”, ecologisti e movimenti terzomondisti, ieri abbiano inscenato la loro consueta protesta contro il G20. Le loro richieste sono ormai l'agenda del vertice: una tassa globale sulle multinazionali, vaccini ai Paesi poveri e rivoluzione verde. Il tutto con un approccio molto paternalistico.

    • SBARCHI

    Immigrazione: quelli che vogliono le porte aperte

    Un week end di fuoco sul fronte dell’immigrazione clandestina ma che potrebbe costituire solo una timida avvisaglia dei ben più massicci flussi diretti in Italia da Libia, Tunisia, Algeria e Turchia. Le Ong, le agenzie dell'Onu e la sinistra italiana si oppongono ai respingimenti e vogliono, per ideologia, ancora più immigrazione in Italia.

    • PIANO CARENTE

    L’illusorio Recovery Plan (che non elimina le restrizioni)

    I circa 250 miliardi di fondi per l’Italia pagano in buona parte pegno all’ideologia verde e delle nuove tecnologie. Ma intanto milioni di italiani hanno perso o stanno perdendo il lavoro, e nel Recovery Plan non c’è traccia della revoca del coprifuoco e delle altre restrizioni che danneggiano l’economia reale. Ci sono pure eurotasse mascherate.

    • IL DECRETO LEGGE

    Lockdown, Draghi imita Conte. Così l’Italia rischia il collasso

    Nessuna novità positiva dal primo decreto legge del Governo Draghi. Mantenuto il rigido sistema contiano delle zone a colori e il blocco agli spostamenti tra le regioni. In più, un’altra restrizione: il divieto di recarsi in abitazioni altrui se in zona rossa. Se questa linea verrà confermata anche dopo il 5 marzo, puntando solo su vaccini e fondi Ue, il nuovo esecutivo è destinato a fallire e non si comprende perché sia stato formato. L’inversione di tendenza può avvenire solo con le riaperture e un responsabile ritorno alla normalità per le imprese, la scuola, il turismo e gli altri settori vitali del Paese.