• PENSIERO UNICO

    Clima, così l’Onu decide la “scienza” e avalla la censura

    Collaborazioni con Google e TikTok, scienziati e influencer formati per sostenere le narrazioni ufficiali sul catastrofismo climatico (e non solo). Il sottosegretario generale dell’Onu, Melissa Fleming, spiega al Forum di Davos come funziona il sistema che taccia di “disinformazione” gli scienziati non allineati.

    • IL FENOMENO

    Google, l’aiuto all'aborto e la tecnocrazia

    In risposta alla Corte Suprema, la società di Mountain View cancellerà in automatico la geolocalizzazione per aiutare le donne che commettono il reato di aborto a cancellare le proprie tracce. Un fatto che mostra che oggi il vero potere non è quello democratico, bensì quello tecnocratico, che incide anche più di leggi e sentenze e non si cura se va contro esse.

    • LA QUESTIONE

    L’intelligenza artificiale non è libera né cosciente

    Blake Lemoine, un ingegnere di Google, sostiene che LaMDA, un software ideato per parlare con gli utenti, sia senziente. Ma l’azienda per cui lavora lo ha smentito. E a ragione. La regola principe per questi programmi è data dal criterio delle associazioni, per cui le risposte sono basate su regole inserite dall’uomo. LaMDA è composto solo di materia, perciò non può avere una coscienza.

    • Libertà d’informazione

    Se Google si fa giudice delle notizie sulla guerra

    Il colosso di Mountain View, dopo aver sospeso la monetizzazione dei media istituzionali russi, sta facendo lo stesso con i siti di editori che non diffondono una versione “ufficiale” del conflitto. Al di là del merito dei contenuti, rimane il problema che Google limita a suo arbitrio il pluralismo informativo, stabilendo ciò che è vero e ciò che non lo è.

    • IL PREMIO PER LA PACE

    Nobel ai giornalisti per la libertà di stampa. E ora: basta censura, anche in Occidente

    “Un giornalismo libero, indipendente e basato sui fatti serve a proteggere dall'abuso di potere, dalle bugie e dalla propaganda di guerra”, il Nobel per la Pace quest'anno va a due giornalisti che lo meritano: Dmitrij Muratov, russo, fondatore e direttore del quotidiano Novaja Gazeta e Maria Ressa, filippina, fondatrice del blog di inchiesta Rappler. Entrambi subiscono una forte repressione in Paese ormai solo formalmente democratici. Ma il messaggio di questo Nobel sarà davvero universale? Perché anche in Occidente, con il pretesto della "lotta alle fake news" la censura sta diventando pratica quotidiana. Col beneplacito di quegli stessi giornalisti che plaudono al coraggio dei due Nobel. 

    - PREMIATO GURNAH, CONTRO IL COLONIALISMO di Anna Bono

     

    • CENSURA 2.0

    I video cristiani? Per Google sono “omofobi”

    Google bolla come “omofobi” dei video che espongono rispettosamente l’insegnamento cristiano sull’omosessualità e raccontano persecuzioni giudiziarie contro persone di fede. Perfino peggio Vimeo, che per motivi simili cancella l’intero account di una chiesa battista. È la censura contemporanea, proveniente dalla stessa cultura laicista che nega Dio e parla (a sproposito) di “libertà”.

    • IL CASO

    Apple e Amazon, la tecnologia "democratica" non esiste

    La complicità di Apple con il regime cinese per conquistare fette di mercato (progetto oltretutto fallito), la distruzione di tonnellate di oggetti nuovi da parte di Amazon per non pagare il magazzino: la dimostrazione che, dietro la maschera del progressismo, si celano scelte che sono solo economiche.

    • DAVOS

    Il discorso di Soros contro la società aperta

    Il finanziere George Soros è oggetto di numerose teorie cospirative. Una volta che ha preso il microfono a Davos, ha iniziato a pronunciare un discorso apocalittico contro Bitcoin, i social network e Trump. Discorsi che suonano complottisti e rivelano una paura profonda per la società aperta, la stessa che Soros dovrebbe promuovere.

    E BARILLA ENTRA NEL CLUB LGBT DELL'ONU di T. Scandroglio