• IL BELLO DELLA LITURGIA

    Beato Angelico: il martirio di Stefano voluto dal papa

    Nicolò V chiese al Beato Angelico di dipingere le storie di due protomartiri, Stefano e Lorenzo, quali modelli di eloquenza e di carità, virtù cui il Papa voleva ispirarsi. Stefano è ritratto in tutta la sua forza e mitezza insieme, che gli permettono di non tacere Cristo e di morire per lui con grande pace.

    • IL BELLO DELLA LITURGIA

    L'Angelico, il Calvario affollato e un augurio

    “Chi fa cose di Cristo, con Cristo deve star sempre”, era solito ripetere il Beato Angelico, il frate domenicano pittore. Nel convento di San Marco a Firenze, Museo Nazionale, si vedono le sue Storie di Cristo. Dominante il tema della Passione: santi, protettori di Firenze e fondatori degli ordini monastici convenuti ai piedi della Croce osservano il Crocefisso, meditano sulla Redenzione...

    • IL BELLO DELLA LITURGIA

    Il Giudizio del Beato Angelico dove c'è chi prega per noi

    Il dipinto recentemente restaurato si trova presso il Museo Nazionale di San Marco a Firenze: il Figlio divide chi Lo ha riconosciuto da chi Lo ha rinnegato. I dannati hanno posture disarticolate, espressione di angoscia e disperazione. L’opposto di quanto accade sull’altro lato della raffigurazione dove gli angeli invitano i beati a un gioioso girotondo. Infine c'è chi intercede per gli uomini.

    • IL BELLO DELLA LITURGIA

    Cosma e Damiano: la vita per Gesù, la gioia per l’eternità

    Tra i molti pittori che cointribuirono alla fortuna iconografica dei santi Cosma e Damiano c’è il Beato Angelico, che eseguì diversi dipinti sui due martiri, compresa la splendida Pala di San Marco commissionata da Cosimo de’ Medici. Ma molto prima del rinascimento fiorentino, uno splendido mosaico absidale era stato realizzato (VI secolo) nella basilica romana intitolata ai due santi, raffigurati mentre compaiono davanti a Cristo Giudice

    • SANTITÀ E ARTE

    Il fascino della Maddalena sui pittori d’ogni epoca

    Tra i molti pittori che si sono cimentati nel dipingere l’incontro tra Maria Maddalena e Cristo Risorto c’è Giotto, che per la Cappella degli Scrovegni raffigurò la santa con il corpo proteso in avanti, in ginocchio. E poi tornò sul tema ad Assisi. Di grande interesse anche i dipinti del Beato Angelico e di Tiziano, artisti diversi per stile ma entrambi “incuriositi” dall’evento.

    • IL BELLO DELLA LITURGIA

    Beato Angelico, il pittore che «ha veduto il Paradiso»

    Al secolo Guido di Pietro, furono i contemporanei a chiamarlo Beato Angelico per la profonda spiritualità della sua pittura. Aveva compreso che il vero fine dell’arte è veicolare la Bellezza e la Verità, come dimostra, tra le sue molte opere, l’Annunciazione dipinta per il convento fiorentino di San Marco. Tra gli ammiratori dell’Angelico, la cui festa liturgica ricorre il 18 febbraio, Michelangelo. Che di lui diceva: «Quest’huomo l’ha veduto il Paradiso»

    • IL BELLO DELLA LITURGIA

    Il Gesù della Trasfigurazione secondo il Beato Angelico

    Per perfezione compositiva e sofisticata resa del colore e della luce, l’affresco della Trasfigurazione, custodito al Museo di San Marco (Firenze), è da sempre attribuito all’Angelico. Il Cristo è ieratico, come appare nelle icone bizantine. Si erge, maestoso, in piedi su un’altura rocciosa, le braccia spalancate a preannunciare la croce. La luce Lo trasfigura a tal punto che sembra di udire le parole dei Vangeli: «Questi è il Figlio mio, l’eletto: ascoltatelo!».