• PROPAGANDA

    Peni finti per neonate trans, l’ultima follia LGBT

    Peni in poliestere imbottiti da mettere nelle mutandine delle bambine in modo che possano provare com'è essere un ragazzo. È solo la punta estrema di una industria Lgbt per infanti che - con giocattoli, alimenti, vestiti e libri - è in grande espansione.

    • LE PURGHE CONTINUANO

    Amazon rimuove il libro sul transessualismo di Anderson

    La multinazionale di Bezos ha deciso di censurare When Harry Became Sally: Responding to the Transgender Moment, un libro di Ryan T. Anderson, studioso passato da Princeton e con un dottorato all’Università di Notre Dame. La sua colpa è di dimostrare che la spinta al transessualismo è più politica che scientifica. Ma il pericolo per la democrazia non era Trump?

    • FARMACO BLOCCA-PUBERTÀ

    Bambini, trans per forza: il caso inglese insegna

    Un’inchiesta del Times rivela che 5 medici si sono licenziati dall’unica clinica britannica per la “riassegnazione del genere” lamentando gli esperimenti irresponsabili fatti su centinaia di bambini e ragazzi, sbrigativamente diagnosticati come “transgender” e indirizzati verso dannosi trattamenti ormonali. Uno scenario che fa pensare all’Italia e al via libera ufficiale alla triptorelina come farmaco blocca-pubertà.

    • REGNO UNITO

    Contrari al “cambio di sesso” dei figli? Ve li sottraggono

    Nella sola Londra, dove diversi municipi hanno rifiutato di rispondere, almeno tre bambini/adolescenti sono stati sottratti ai loro genitori nel 2018 dopo i litigi sorti per il desiderio dei primi di “cambiare” sesso. È una delle ricadute dell’ideologia transessualista, che nel Regno Unito (dove l’uso della triptorelina come blocca-pubertà è sempre più frequente) ha fatto crescere in 8 anni il numero di minori sessualmente confusi del 2.497%.

    • IDEOLOGIA TRANS

    «Gli uomini non sono donne» Twitter blocca la femminista

    Meghan Murphy è una scrittrice femminista, ora in prima linea per affermare il diritto alla libertà d’espressione. Perché? Non le è andato giù il blocco che Twitter ha disposto del suo account dopo che aveva osato riferirsi al sedicente transessuale Jonathan “Jessica” Yaniv con il pronome maschile, scrivendo inoltre che «gli uomini non sono donne».