• PELLEGRINAGGIO

    La liturgia tradizionale riempie San Pietro

    Oltre un migliaio di persone nella basilica vaticana al culmine dell'XI pellegrinaggio romano dei fedeli legati al rito antico. Il motu proprio Summorum Pontificum è stato abolito, ma non il popolo che ne è scaturito e continua a crescere.

    • Il NEOCARDINALE

    Se Roche dà del “protestante” a chi ama la Messa antica

    Secondo il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, le reazioni a Traditionis Custodes sono isteriche perché la Messa antica c’è ancora e chi non accoglie le riforme è «più protestante che cattolico». Ma il neoporporato Roche dimentica di dire che il giro di vite contro la Messa è già in corso e che lui è tra i protagonisti della guerra alla Tradizione.

    • I "CUSTODI" DELLA TRADIZIONE

    Una data di scadenza per la Messa in rito antico

    A Chicago è confermata la sospensione delle celebrazioni pubbliche dell’ICRSS, cambia l'aria ad Arlington e laddove la "Messa in latino" prosegue è condizionata a un termine. Si tenta di accelerare le tappe verso l'estinzione di un rito che si voleva già sepolto 50 anni fa, ma è più vivo e ostinato dei suoi detrattori.

    • TRADIZIONE NEL MIRINO

    Rieducazione liturgica: questa Messa non s’ha (più) da fare

    A un anno dal motu proprioTraditionis Custodes”, in tre diocesi USA cominciano le operazioni di smantellamento della Messa in rito antico, mostrando che la Santa Sede mira a eliminarla ovunque. A Savannah (Georgia) le celebrazioni dovranno terminare tra meno di un anno, a Washington si potrà celebrare more antiquo in sole tre chiese e non nei momenti centrali dell’anno liturgico. Insistenti i rumors su Chicago, dove il cardinale Blaise Cupich starebbe per porre fine all’apostolato dei preti dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote. Nella Chiesa “della misericordia” dà fastidio soltanto la liturgia tradizionale? Così la cura pastorale si traduce in una sorta di rieducazione liturgica.

    • TRADITIONIS CUSTODES

    Messa antica, altra mannaia nelle risposte ai dubia

    La Congregazione per il Culto Divino pubblica i Responsa ad dubia sull’interpretazione di Traditionis Custodes: emergono ulteriori restrizioni rispetto ai contenuti del motu proprio di papa Francesco, dai Sacramenti all’aut aut per chi non vuole concelebrare, fino all’accentramento delle decisioni (a danno dei vescovi). Insomma, si vuol seppellire la Messa in Rito antico.

    • TRADITIONIS CUSTODES

    Messa antica: le amnesie di Roche, che contraddice BXVI

    È trapelata la risposta che mons. Roche ha inviato al cardinale Nichols che chiedeva chiarimenti su alcuni aspetti del motu proprio di Francesco sulla Messa in latino, specie per l’amministrazione dei sacramenti. Il prefetto per il Culto Divino ritiene il rituale antico contrario all’«ecclesiologia», contraddicendo Benedetto XVI che ne sottolineava la dignità e chiariva che il Messale del 1962 non è mai stato abrogato. E Roche dimentica perfino un indulto del ’71, indicando di quale morte si vuol far morire il Vetus Ordo.

    • IL RETROSCENA

    Così 3 cardinali avrebbero affossato la Messa in latino

    Non è noto se papa Francesco abbia mai letto il rapporto sulla Messa in latino basato sulle risposte date dai vescovi - peraltro in buona parte favorevoli - ai questionari della CDF. Per il Traditionis Custodes, Bergoglio si sarebbe invece basato su un rapporto segreto e “vendicativo” curato dai cardinali Parolin, Versaldi e Ouellet. Una ricostruzione di Diane Montagna svela il retroscena.

    • MESSA IN LATINO

    Il Papa, il latino e i limiti della pastorale della nostalgia

    Papa Francesco ribadisce la volontà di far morire le Messe in latino. L'annunciato "riordino costruttivo" è dettato da un'idea di Chiesa della rottura in cui il fedele che cerca la tradizione sia un nostalgico che il tempo estinguerà. Ma i gruppi stabili non sono composti da anziani, ma sono un'esperienza di Chiesa giovane, che ora si vuole umiliare, di fedeli in crescita, che non possono essere accusati di nostalgismo dato che vivono la Messa in latino non come rifugio, ma come un approdo da cui sono attratti, privi di quelle ideologie di cui invece sono infarciti i provvedimenti che li puniscono.

    • A UN MESE DAL TRADITIONIS CUSTODES

    Messa antica: la realtà resiste all'ideologia del motu proprio

    A un mese dall'entrata in vigore del Traditionis Custodes che limita le Messe in rito antico, nella stragrande maggioranza dei casi, le celebrazioni sono state confermate. In alcune diocesi ridotte, mentre in pochissime sono state soppresse, per lo più per motivi ideologici. Come nel caso di Ancona. Evidentemente Traditionis Custodes si muove più sul piano dell’ideologia e della vendetta, che non su quello della realtà e della carità. E secondo i rumors si prepara un'ulteriore stretta sugli istituti di vita consacrata. 

    • MOTU PROPRIO

    Sulla Messa antica è la vittoria di Pirro

    Mentre una ricostruzione giornalistica rivela che meno del 15% dei vescovi ha restituito questionari con posizioni sfavorevoli al Rito antico, continuano le reazioni a Traditionis Custodes. Il cardinale Burke ricorda che un Papa non ha un “potere assoluto”. Critico anche mons. Schneider, che sottolinea le incongruenze del motu proprio di Francesco e il possibile effetto boomerang nel creare «una catena mondiale di Messe catacombali».

    • NUOVI MURI

    C'è il rischio di dover celebrare Messe in clandestinità

    Il motu proprio che strozza la Messa antica e l'imposizione del Green pass da parte del governo, che potrebbe estendersi alla Chiesa, convergono nello spingere una parte di sacerdoti e di fedeli a organizzare celebrazioni "private". Uno scenario per ora futuribile ma i segnali vanno in quella direzione.

    • INTERVISTA

    “Francesco ha paura del Rito antico e attacca Benedetto”

    Traditionis Custodes scandalizza anche in Inghilterra: «La reazione comune tra i vescovi è stata “perché ha fatto questo?”» e «non capiscono come il Rito antico possa fare del male». Il motu proprio di Francesco «è ampiamente interpretato come un attacco all’eredità di Benedetto». La Bussola intervista Tim Stanley, editorialista del Daily Telegraph.
    - IL CARDINALE ZEN: "CHE MALE C'È NELLA MESSA ANTICA?"