• MOTU PROPRIO

    Sulla Messa antica è la vittoria di Pirro

    Mentre una ricostruzione giornalistica rivela che meno del 15% dei vescovi ha restituito questionari con posizioni sfavorevoli al Rito antico, continuano le reazioni a Traditionis Custodes. Il cardinale Burke ricorda che un Papa non ha un “potere assoluto”. Critico anche mons. Schneider, che sottolinea le incongruenze del motu proprio di Francesco e il possibile effetto boomerang nel creare «una catena mondiale di Messe catacombali».

    • NUOVI MURI

    C'è il rischio di dover celebrare Messe in clandestinità

    Il motu proprio che strozza la Messa antica e l'imposizione del Green pass da parte del governo, che potrebbe estendersi alla Chiesa, convergono nello spingere una parte di sacerdoti e di fedeli a organizzare celebrazioni "private". Uno scenario per ora futuribile ma i segnali vanno in quella direzione.

    • INTERVISTA

    “Francesco ha paura del Rito antico e attacca Benedetto”

    Traditionis Custodes scandalizza anche in Inghilterra: «La reazione comune tra i vescovi è stata “perché ha fatto questo?”» e «non capiscono come il Rito antico possa fare del male». Il motu proprio di Francesco «è ampiamente interpretato come un attacco all’eredità di Benedetto». La Bussola intervista Tim Stanley, editorialista del Daily Telegraph.
    - IL CARDINALE ZEN: "CHE MALE C'È NELLA MESSA ANTICA?"

    • L’INTERVENTO

    Il cardinale Zen: “Che male c’è nella Messa antica?”

    “Ho lavorato attivamente per la riforma liturgica dopo il Vaticano II, ma non posso negare il tanto di buono che è venuto dal Summorum Pontificum”. “La Messa Tridentina è la Messa a cui mi portava mio padre… non è divisiva, e anzi ci unisce ai nostri fratelli e sorelle di tutte le epoche, ai santi e ai martiri di ogni tempo”. Il cardinale Zen interviene dopo la pubblicazione del motu proprio di Francesco Traditionis custodes.

    • LEGAME DIMENTICATO

    La Messa antica fa bene alla Dottrina sociale

    Il Summorum pontificum aveva dato speranza a molti impegnati sul fronte della Dottrina sociale della Chiesa e che pure hanno continuato a partecipare alla Messa di Paolo VI. La DSC, infatti, non è aliena alla liturgia. Nella Messa antica la centralità di Dio, compresa la Sua regalità sociale, risulta più evidente che nel Novus Ordo. L’ultimo motu proprio di Francesco va invece nel senso di una “nuova” DSC dove il divino arretra e il primato della Chiesa sul mondo va scomparendo.

    • IL MOTU PROPRIO

    Messa antica, sorpresi pure i progressisti. Müller denuncia

    Continuano le reazioni, pro e contro, dei vescovi al Traditionis custodes. Negli Usa la durezza delle norme sulla Messa antica ha sorpreso perfino Gregory e O’Malley. In Francia la Conferenza episcopale esprime stima ai fedeli che partecipano al Vetus Ordo. E Müller critica le contraddizioni di Francesco, blando con il Cammino sinodale tedesco, mentre «qui colpisce duramente le pecore».

    • TRADITIONIS CUSTODES

    Messa antica, leggere il divieto nell'ottica della Redenzione

    Dopo lo sciagurato Motu Proprio che punisce i fedeli che partecipano alla Messa antica già si vede una divisione tra i vescovi che l'hanno immediatamente vietata nelle loro diocesi e quelli che invece la difendono. In ogni caso questo Motu Proprio non segna la fine della Messa antica, così come la Croce non ha significato la fine di Gesù.

    • MOTU PROPRIO

    Il Papa decreta la condanna a morte della Messa antica

    Con il Motu Proprio Traditionis Custodes, pubblicato ieri, papa Francesco demolisce quanto Benedetto XVI aveva voluto con il Motu Proprio Summorum Pontificum, che riconosceva la legittimità e la bellezza della forma liturgica "antica". Ora quanti frequentano la Messa antica sono disprezzati, ridotti in un ghetto, tollerati a mala pena, impediti di crescere.
    - COSÌ VIENE CANCELLATO BENEDETTO XVI, di Stefano Fontana

    • TRADITIONIS CUSTODES

    Non solo la Messa antica, viene cancellato Benedetto XVI

    Con il Motu proprio che fa fuori il vetus ordo, papa Francesco cancella lo sforzo di Benedetto XVI di costruire lo sviluppo della Chiesa nella continuità con la Tradizione, di evitare che il Concilio Vaticano II venisse inteso come una rottura.