• Il dietrofront

    Salta il voto in maschera. Rimane la figuraccia

    Prima una circolare firmata dai ministri Speranza e Lamorgese che sanciva l’assurdo obbligo della mascherina domenica 12 ai seggi. Poi, mentre pendeva il ricorso della Lega al Tar, il dietrofront degli stessi ministri: non più obbligo, ma “forte raccomandazione”. Rimane l’ennesima bizzarria del Governo Draghi, che usa la mascherina per allarmare, contro ogni logica.

    • COVID-19

    C’è un’Italia che rifiuta il ritorno alla normalità

    Malgrado l’allentamento (tardivo) delle restrizioni dall’1 maggio, ampie fette della società italiana - dai sindacati alla Cei - continuano a essere acquiescenti all’emergenzialismo sanitario di matrice governativa. Una situazione senza eguali all’estero, che si spiega sia con la propaganda martellante “dall’alto” sia con il Dna “corporativista” del nostro Paese.

    • SCUOLA

    Il Governo punitivo: umiliati i docenti non vaccinati

    L’esecutivo riammette sul luogo di lavoro - previo tampone - i docenti non vaccinati, ma li ghettizza impedendo loro il contatto con gli studenti. Dopo il reddito di cittadinanza ecco quello di presenza… È l’ennesima conferma che il Governo non segue una logica sanitaria, ma punitiva. Sotto accusa Speranza. A farne le spese è la scuola.

    • COVID-19

    Se perfino l’Ue boccia l’ennesima stretta dell’Italia

    Le nuove restrizioni introdotte dal Governo per i cittadini europei che entrano in Italia fanno sobbalzare perfino l’Ue, che lamenta la mancata comunicazione per un sistema che dovrebbe essere omogeneo tra gli Stati membri e giudica la scelta italiana non giustificata. Draghi replica con sufficienza. Ma intanto il nostro Paese subisce un altro danno, in primis nel turismo.

    • IL DPCM CONTROVERSO

    Le raccomandazioni dello Stato etico

    L’ultimo decreto del presidente del Consiglio contiene, oltre a divieti e obblighi, anche “raccomandazioni” che riguardano la condotta a casa. Che valore hanno? Dal punto di vista giuridico, nessuno. La decisione di inserirle nel Dpcm si giustifica esclusivamente nell’ottica di una morale di Stato. E desta allarme in ragione dei metodi da Stasi evocati dal ministro Speranza

    • ABORTO FAI DA TE

    Segreti e verità taciute sui rischi della pillola killer: il ministro sapeva

    La decisione sull'aborto "fai da te" del ministro Speranza ha gravi opacità: la relazione favorevole della Società Italiana Ginecologi e Ostetrici (Sigo) sulla RU 486 è stata secretata. Così come il voto dei membri del Consiglio Superiore di Sanità. Ma l’unico ginecologo nell’organo consultivo del Governo è notoriamente contrario alla pillola ammazza-bambini. Inoltre, il presidente della Sigo ribadisce alla Bussola che «è tutto sicuro», ma dalla stessa bibliografia fornita al ministro emergono tutti i rischi, a cominciare dalle 9 settimane come termine per assumere la RU. Nonostante le evidenze sulla pericolosità, però, si è sostenuto il contrario. Ecco che cosa abbiamo scoperto.