San Germano di Capua

    La dottrina e la saggezza riconosciute a san Germano di Capua († 540/541), amico di san Benedetto, furono importanti nel ricomporre uno scisma con l’Oriente che durava da 35 anni

    San Gaetano Errico

    «Dio ti vuole bene, quando ci vedremo?», diceva san Gaetano Errico (1791-1860) alle persone che incontrava per strada, così invitandole al confessionale, per sanare le ferite dell’anima e riconciliarsi con Dio. E a confessare passava ore e ore, tanto che nell’omelia di beatificazione Giovanni Paolo II lo definì «vero martire del confessionale»

    Santi Simone e Giuda

    San Giuda Taddeo e san Simone riuscirono a convertire molti persiani prima che un tumulto anticristiano ne causasse l’arresto e la conduzione presso un tempio di idoli pagani. I due si rifiutarono di rinnegare Gesù Cristo e diedero un ultimo segno ai loro persecutori, preceduto dalle parole di Taddeo: «Affinché veniate a conoscenza che questi idoli che voi adorate sono falsi, da essi usciranno i demoni che li romperanno». Così avvenne

    Sant’Evaristo

    Secondo il Liber Pontificalis, Evaristo era di nazionalità greca, con il padre originario di Betlemme. Nel documento si riferisce pure che il santo ordinò sette diaconi, attribuì per primo i tituli ai presbiteri e subì il martirio

    San Cedda

    Fondatore di chiese e monasteri, san Cedda (†664) svolse un’opera fondamentale nel complesso quadro storico e religioso della Britannia del VII secolo, quando il revival del paganesimo - conseguente all’invasione degli anglosassoni iniziata due secoli prima - rendeva quantomai necessaria una nuova evangelizzazione

    San Gaudenzio di Brescia

    Similmente a quanto era già successo a Milano al suo contemporaneo ed estimatore sant’Ambrogio, anche san Gaudenzio di Brescia (†410) accettò l’incarico di vescovo superando la sua grande riluttanza iniziale, convinto dal clero e dall’ostinazione del popolo, che arrivò perfino a giurare che non avrebbe accettato altro vescovo all’infuori di lui

    San Luigi Guanella

    «È Dio che fa», ripeteva san Luigi Guanella (1842-1915), certo che dietro la sua instancabile opera verso malati, disabili, bambini e anziani abbandonati ci fosse la Divina Provvidenza. Inviso alle autorità laiciste, crebbe nell'esercizio della carità sotto la guida di don Bosco e, quando morì, Benedetto XV commentò: «È morto un santo»

    San Giovanni da Capestrano

    Patrono di cappellani militari e giuristi, noto soprattutto per il ruolo nell’assedio di Belgrado, a difesa della cristianità già scossa dalla presa musulmana di Costantinopoli, san Giovanni da Capestrano (1386-1456) è stato un grande protagonista del suo tempo

    San Giovanni Paolo II

    «Il dono più grande che il mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù», disse la Madonna su san Giovanni Paolo II in una delle apparizioni di Civitavecchia. Quel messaggio è una sintesi mirabile della vita di Karol Wojtyla (1920-2005) e dei suoi 26 anni e mezzo di pontificato, segnati dal profondo legame con la Madre Celeste e dalla difesa delle verità di fede e di morale

    Santa Laura di santa Caterina da Siena

    I tratti principali della spiritualità di santa Laura (1874-1949), fondatrice delle Laurite, sono ben espressi nelle poche righe che scrisse dopo un’intensa preghiera eucaristica presso la Basilica di San Pietro: «Provai un grande desiderio di avere tre lunghe vite: una per dedicarla all’adorazione, l’altra per trascorrerla nelle umiliazioni e la terza per le missioni»

    Santa Maria Bertilla Boscardin

    «Gesù mio, fatemi prima morire mille volte piuttosto che io abbia a fare una sola azione per essere veduta». Così annotava nel suo diario santa Maria Bertilla Boscardin (1888-1922), figlia di contadini analfabeti. Si diplomò infermiera per amore dei malati e, per facilitare le consorelle, sceglieva gli orari notturni. E diceva: «A Dio tutta la gloria, al prossimo tutta la gioia, a me tutto il sacrificio»

    San Paolo della Croce

    «È cosa eccellente e santissima pensare alla Passione del Salvatore e meditarla. Questo è il mezzo per arrivare all’unione con Dio», insegnava san Paolo della Croce (1694-1775), fondatore dei Passionisti, la cui regola prevede di impegnarsi in un quarto voto che consiste proprio nel propagare la memoria della Passione di Gesù, dalla quale «come da fonte, deriva ogni bene»