San Vincenzo martire
Questo grande santo spagnolo affrontò il martirio con una tale fede e fortezza che la sua fama si diffuse in breve in tutta la cristianità antica, tanto che già sant’Agostino (354-430) scriveva: “Qual è oggi la contrada, qual è la provincia dove si estendono l’impero romano e il nome di Cristo che non celebri con gioia l’anniversario del martirio di san Vincenzo?”.
Sant’Agnese
“La verginità è degna di lode non tanto per essere professata dai martiri quanto perché essa stessa forma dei martiri”, scriveva sant’Ambrogio (340-397) nel De Virginibus parlando di sant’Agnese, la vergine romana uccisa per la sua fede in Cristo quando era appena tredicenne e il cui martirio suscitò una profonda impressione nella comunità cristiana, dando origine a una vivissima pietà popolare
San Sebastiano
Il contesto storico in cui avvenne il martirio di san Sebastiano - patrono di arcieri, atleti, militari, tappezzieri e vigili urbani - è legato alla ripresa delle persecuzioni sotto Diocleziano, che guidò l’Impero romano dal 284 al 305.
San Macario il Grande
Alcuni monaci lo chiamavano «La lampada del deserto» non solo in ragione delle sue virtù ma perché il suo volto risplendeva nel buio. Al di là degli appellativi, san Macario il Grande (c. 300-390), discepolo di sant’Antonio abate, è stato certamente tra i Padri egiziani che più hanno contribuito alla diffusione del monachesimo.
Santa Margherita d’Ungheria
La sua fu una famiglia fuori dal comune. Sua zia era la celebre sant’Elisabetta (†1231), sorella di Bela IV d’Ungheria, il padre di Margherita (27 gennaio 1242 - 18 gennaio 1271). La beata Iolanda e santa Kinga di Polonia erano sue sorelle maggiori, mentre la madre era Maria Lascarina, figlia dell’imperatore bizantino Teodoro I Lascaris
Sant’Antonio abate
Sono un sicuro aiuto per il combattimento spirituale gli insegnamenti di sant’Antonio abate (251-356), quel gigante di santità che pur facendo di tutto per vivere nel nascondimento divenne il caposcuola del monachesimo cristiano, il primo Padre del deserto attorno al quale si riunirono gruppi di monaci per consacrarsi a Dio sotto la sua guida
Santi protomartiri francescani
La missione dei frati Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto - inviati da san Francesco ad annunciare il Vangelo ai musulmani - iniziò nel 1219, coronando appunto un desiderio del santo d'Assisi che in quello stesso anno fece tappa in Egitto e si recò inerme nel campo del sultano.
San Mauro
Assieme a san Placido, fu il discepolo più celebre di san Benedetto da Norcia. Le principali notizie su san Mauro, invocato contro ogni situazione di pericolo e difficoltà, si ritrovano nel secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno
San Felice di Nola
In virtù della vita esemplare, san Felice di Nola morì già in fama di santità e la sua tomba, posta nella vicina Cimitile e fonte di miracoli, fu detta Ara Veritatis per la sua efficacia nel trionfo della verità contro la falsa testimonianza
Battesimo di Gesù
Il Battesimo nel Giordano è un’altra epifania perché Gesù si manifesta come il Messia atteso e Figlio di Dio, Uno e Trino, glorificato dallo Spirito Santo (che scende come una colomba e «rimane» su di Lui) e dal Padre che gli rende testimonianza: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto»
Santa Margherita Bourgeoys
La storia di santa Margherita Bourgeoys (1620-1700), sestogenita di 12 figli, è uno spaccato dell’impronta cattolica che i religiosi in missione lasciarono nel Canada francese, prendendosi cura di bambini e malati e insegnando sia alle figlie dei coloni che degli indigeni, tutte preziose «gocce di sangue di Nostro Signore»
Sant’Igino
Sant’Igino, nono papa, salì al soglio pontificio nel 138 dopo la morte di san Telesforo, che secondo sant’Ireneo di Lione (130-202) aveva subito un «glorioso martirio». Secondo la tradizione si deve a lui l’istituzione della figura del padrino e della madrina per il Battesimo