Santi martiri coreani
«Non trovando alcun mezzo per far cambiare idea ai cristiani, bisogna assolutamente farli morire per distruggere il germe della loro follia». Così recitava l’editto del re Sunjo nel 1802, che ratificava le persecuzioni già in atto dalla fine del XVIII secolo, quando era nata, in modo singolare, la prima comunità cristiana coreana


San Gennaro
Della venerazione di san Gennaro (c. 272-305), vescovo di Benevento di cui furono traslate le spoglie a Napoli, c'è traccia in diverse fonti antiche, in primis il Martirologio Geronimiano. Il suo martirio avvenne all’inizio del IV secolo, durante le persecuzioni di Diocleziano


San Giuseppe da Copertino
Che il dono della scienza infusa esista lo si può accertare leggendo del patrono degli studenti, san Giuseppe da Copertino (1603-1663), che pure si definiva fratel Asino. Ancor più che per la scienza infusa, divenne noto per le levitazioni, che di suo avrebbe voluto nascondere, ma non gli fu possibile...


San Roberto Bellarmino
Dottore della Chiesa, fu uno degli uomini più eruditi del suo tempo, strenuo difensore dell’ortodossia cattolica dopo le divisioni causate dalla Riforma protestante. Malgrado le leggende nere su di lui, era mosso dalla carità tanto nell’aiuto ai poveri - ai quali donò tutto - quanto nelle dispute dottrinali. Tra i suoi alunni ebbe il giovane san Luigi Gonzaga


Santi Cornelio e Cipriano
La Chiesa ricorda nello stesso giorno i santi martiri Cornelio (c. 180-253) e Cipriano (210-258), le cui vite si intrecciarono in un periodo critico per la cristianità. All’epoca delle persecuzioni di Decio, che portarono al martirio di papa Fabiano e di altri cristiani, era infatti sorta la questione dei lapsi, ossia di coloro che in vario modo avevano rinnegato Cristo


Beata Vergine Maria Addolorata
Furono i serviti a diffondere il culto dei «Sette dolori della Vergine», un numero che si basa su altrettanti episodi narrati nei Vangeli. Oggi la celebrazione ha il nome di “Beata Vergine Maria Addolorata”, che meglio esprime la sua totale partecipazione all’opera salvifica del Figlio, «servendo al mistero della Redenzione in dipendenza da Lui e con Lui» (Lumen Gentium, 56)


Esaltazione della Santa Croce
La festa dell’Esaltazione della Santa Croce arrivò in Occidente dall'Oriente, dove è celebrata con una solennità pari alla Pasqua. Sant’Andrea di Creta spiegava che la croce «è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell’inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza...»


San Giovanni Crisostomo
«Il Sangue di Cristo rinnova in noi l’immagine del nostro Re, produce una bellezza indicibile e non permette che sia distrutta la nobiltà delle nostre anime, ma di continuo la irriga e la nutre». Così parlava del mistero eucaristico san Giovanni Crisostomo (c. 347-407) uno dei grandi Padri di lingua greca a essere stato proclamato Dottore della Chiesa da san Pio V

Santissimo Nome di Maria
Per santa Brigida «il nome di Maria è soave per gli angeli e terribile per i demoni», per san Bonaventura è come una colonna di fuoco, per sant'Alfonso Maria de' Liguori è «beato chi nelle battaglie con l’Inferno invoca sempre il bel nome di Maria!». Esistono decine di interpretazioni del significato del Santissimo Nome di Maria, ma c'è un unico disegno divino che lo riguarda: è fonte di salvezza


Santi Proto e Giacinto
Fratelli, subirono il martirio presumibilmente nel corso delle persecuzioni di Valeriano (257-260) o al più tardi nella Grande persecuzione di Diocleziano (303-305). San Damaso (304-384) ne fece dissotterrare i sepolcri e dedicò loro una delle sue celebri iscrizioni in latino


San Nicola da Tolentino
Particolarmente invocato per la liberazione delle anime del Purgatorio, san Nicola da Tolentino (1245-1305) venne gratificato con straordinarie esperienze mistiche, tra cui la visione avuta la notte tra il 9 e il 10 dicembre 1294 quando osservò gli angeli nell’atto di traslare per la prima volta la Santa Casa in terra marchigiana


San Pietro Claver
Il suo campo di missione fu l’odierna Colombia all’epoca della tratta degli schiavi. Affrontò tale fenomeno con vera carità cristiana, portando soccorso materiale agli africani deportati e insegnando loro la via di Gesù

