a cura di Benedetta Frigerio
  • Jihad

Il mondo islamico contro la Francia

Continuano nel mondo islamico le proteste contro la Francia. In Turchia, a Istanbul, molti fedeli hanno affollato una moschea sciita dopo le preghiere del venerdì cantando slogan religiosi e mostrando immagini che ridicolizzavano il presidente Macron. Centinaia di palestinesi hanno protestato contro Macron all’esterno della moschea al-Aqsa a Gerusalemme. Dei giovani si sono scontrati con la polizia israeliana che ha disperso la manifestazione e ha arrestato tre persone. Nella Striscia di Gaza Hamas ha organizzato proteste nelle moschee dei territori che controlla. Nel campo profughi di Jabaliya un portavoce di Hamas ha esortato all’unione “per fronteggiare questa criminale offesa contro la fede di quasi due miliardi di musulmani”. Centinaia di persone sono scese per le strade di Beirut intenzionate a raggiungere l’ambasciata francese in Libano. Sventolavano bandiere nere e bianche con i simboli dell’Islam integralista. Si sono scontrate con la polizia che ha creato un cordone di sicurezza intorno all’ambasciata. Grida di “morte alla Francia” sono risuonate per le vie di Kabul, la capitale dell’Afghanistan, e in altre città. I dimostranti chiedevano la chiusura dell’ambasciata francese, il boicottaggio dei prodotti francesi e il divieto di ingresso ai cittadini francesi. Nella capitale del Pakistan, Islamabad, la polizia ha usato i gas lacrimogeni per fermare i 2.000 dimostranti che volevano raggiungere l’ambasciata di Francia. Una effige di Macron è stata impiccata a un cavalcavia dopo essere stata calpestata da centinaia di fanatici. A Multan invece la folla ha bruciato una effige del presidente francese e ha chiesto di interrompere i rapporti con la Francia. A Lahore circa 10.000 sostenitori del partito integralista Tehreek-e-Labbaik hanno percorso le vie cittadine urlando “c’è solo una punizione per la blasfemia: decapitazione! Decapitazione!”.