a cura di Riccardo Cascioli
  • Epidemie e vaccini

Oltre 6.000 in Congo i morti di morbillo

Si fa sempre più grave il bilancio dell’epidemia di morbillo che nel 2019 anno ha colpito la Repubblica democratica del Congo. L’ultimo rapporto dell’Oms porta a oltre 6.000 il numero dei morti, in gran parte bambini di età inferiore a cinque anni, e a circa 310.000 i casi registrati dall’inizio del 2019. Dapprima circoscritta alle regioni orientali, ora l’emergenza interessa tutte le 26 province del paese. Si tratta dell’epidemia di morbillo più estesa e a rapida diffusione del mondo. “Stiamo facendo tutto il possibile per mettere la situazione sotto controllo – ha dichiarato il dottor Matshidiso Moeti, direttore dell’Oms per l’Africa, presentando l’ultimo bollettino medico – dobbiamo riuscire a far si che nessun bambino corra l’evitabile rischio di morire di una malattia che può facilmente essere prevenuta con un vaccino”. Come nel caso di altre emergenze, si chiede alla comunità internazionale di assumersi l’onere di risolvere il problema di cui il governo congolese non sa o non vuole occuparsi. Finora è stato possibile vaccinare 18 milioni di bambini sotto i cinque anni. Tuttavia la carenza di infrastrutture, i frequenti attacchi ai presidi sanitari e le gravi carenze del sistema sanitario nazionale continuano a ostacolare gli sforzi per fermare la malattia. In alcune aree la percentuale di bambini raggiunti resta troppo bassa e inoltre il 25% dei casi riportati riguardano bambini maggiori di cinque anni. L’Oms ha bisogno di ulteriori 40 milioni di dollari per poter estendere le vaccinazioni ai bambini di età tra sei e 14 anni e rafforzare così la risposta all’epidemia. L’Oms, in collaborazione con l’Unicef, Medici senza frontiere e altri organismi, oltre a fornire mezzi, denaro e servizi rivolti alla popolazione, nel 2019 ha formato 60 operatori sanitari alle dipendenze del ministero della sanità congolese, ora in grado di svolgere una serie di servizi e iniziative.