• VENERDÌ PER IL FUTURO

Dalle scuole ai vescovi, è stato lo sciopero della ragione

Le manifestazioni degli studenti per il clima, svoltesi ieri in tutta Italia, sono state una sorta di teatro dell'assurdo, in cui ragazzi manipolati da adulti senza scrupoli vengono osannati come rivoluzionari. Nessuno che si faccia domande, ad esempio sul fenomeno Greta: come è possibile che la leader di una rivoluzione sia accolta in trionfo nei Palazzi abitati proprio dai "cattivi" contro cui si rivolta? Ma ieri il massimo del delirio è stato raggiunto dal quotidiano dei vescovi, Avvenire, che ha ricolorato in verde il suo sito web tutto dedicato alla "rivoluzione verde". Ma con una clamorosa gaffe, tutta da vedere....
- DOSSIER: LE FOLLIE CLIMATICHE

 

Lo sciopero per il clima a Milano

Presidi che dichiarano lo “stato di emergenza climatica”; docenti invitati a segnare come assenti gli studenti che si sono recati a scuola anziché alla manifestazione in occasione dello sciopero globale per il clima; decine di migliaia di studenti in piazza a gridare slogan senza senso o a celebrare gli improbabili funerali di un ghiacciaio. Il grande sciopero di ieri degli studenti, il Friday for Future nel segno di Greta Thunberg, è anche stato una specie di teatro dell’assurdo, a cui ha dato un importante contributo il neo-ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ha incitato gli studenti a marinare la scuola.

La giornata di ieri ha visto raggiungere l’apice di una isteria collettiva riguardo ai cambiamenti climatici, che dimostra soprattutto che da diverso tempo è in atto lo sciopero della ragione. Sciopero che impedisce di riconoscere e studiare la realtà, che è molto più complessa dei quattro slogan imparati a pappagallo da giornali e presunti intellettuali; sciopero che impedisce di farsi domande elementari pure di fronte a delle contraddizioni evidenti.

Pensiamo al fenomeno Greta, una ragazzina affetta da una sindrome (quella di Asperger) che l’ha resa facile vittima di adulti senza scrupoli, che la usano per imporre in modo ossessivo delle parole d’ordine che sono parte di un’agenda politica. Una ragazzina – lo abbiamo visto nell’allucinante discorso di lunedì 23 settembre davanti alla platea dell’UN Climate Summit – caricata a molla e “lanciata” a bomba in mondovisione per innescare e fare esplodere la rabbia di giovani cresciuti in un vuoto di ideali e di senso. Un meccanismo non diverso da chi usa i bambini-kamikaze o i bambini soldato. E invece di denunciare gli adulti responsabili per questo vergognoso sfruttamento di una ragazzina vulnerabile, ci tocca leggere editoriali di sociologi ed intellettuali che esaltano la rivolta dei giovanissimi contro gli adulti.

Davvero? Ma è possibile che nessuno si sia chiesto come può essere che la presunta leader di un movimento di rivolta sia invitata con tutti gli onori nel Palazzo dove si riuniscono tutti i “cattivi” contro cui si rivolta? In appena dieci mesi Greta è stata invitata a tutti i principali summit mondiali e nelle sedi istituzionali più importanti: ha iniziato il 4 dicembre 2018 a Katowice (Polonia) per la Cop 24, l’annuale conferenza internazionale sul clima; il 25 gennaio 2019 è intervenuta a Davos, al più famoso Forum economico mondiale; il 16 aprile era invece a Strasburgo a strigliare i parlamentari europei; strigliata ripetuta due giorni dopo a Palazzo Madama, nel Senato italiano (giornata in cui ha ricevuto anche il plauso del presidente della Repubblica Mattarella e di papa Francesco); instancabile, il 22 aprile ha parlato a Londra per celebrare la Giornata Mondiale della Terra; il 19 settembre ha acceso le polveri nel Congresso degli Stati Uniti (ovviamente contro il presidente Trump e incontrando l’ex presidente Obama); infine il già citato discorso all’Onu del 23 settembre. E non è certamente finita.

Dunque, come è possibile che la leader di una rivoluzione sia accolta con tutti gli onori dai potenti di questo mondo contro cui si rivolta; e loro, adoranti e felicissimi di essere insultati e trattati come criminali (almeno fino a che non si fanno nomi, a parte Trump)? A nessuno viene il dubbio che si tratti di una recita ben orchestrata da quegli stessi adulti insultati, di cui Greta e i giovani adolescenti di tutto il mondo sono in realtà vittime inconsapevoli?

Il movimento ecologista, che domina nelle agenzie delle Nazioni Unite e nell’Unione Europea, e che ha di fatto sostituito l’Internazionale socialista, ha come obiettivo la decrescita del mondo industrializzato. Ma nessuno è contento di passare dal benessere alla povertà e allora c’è bisogno di creare una situazione di emergenza, la sensazione che il pianeta stia finendo. Solo così si potranno accettare leggi e restrizioni che in tempi normali creerebbero – queste sì – una rivolta generazionale. Così i ragazzi che ieri hanno affollato le strade delle principali città accetteranno con gioia – e convinti di essere rivoluzionari – di mangiare insetti invece che delle succose bistecche di manzo; di ridurre i viaggi e le esperienze all’estero (e guai a prendere l’aereo che inquina così tanto); di andare in giro con scomodissime borracce di metallo invece di usare bottiglie di plastica (che oggi tra l’altro sono totalmente riciclabili); di soffrire il freddo in inverno (giù i riscaldamenti) e di morire di caldo l’estate (i condizionatori sono tremendi per i cambiamenti climatici); di usare biciclette e mezzi pubblici impiegando il doppio del tempo per raggiungere la scuola o il lavoro; di pagare un sacco di tasse in più per finanziare la transizione energetica; di ridurre la democrazia in nome della salvezza del pianeta; di morire prima possibile una volta che non si è più utili, per evitare tutto il surplus di emissioni inquinanti che una persona anziana e malata comporta. E questo è solo una parte di quello che ci aspetta.

Solo degli adulti rincoglioniti e privi di qualsiasi proposta possono andare dietro a una follia di questo genere. E, a proposito, una menzione speciale va fatta per il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, che ieri ha raggiunto l’insuperabile vetta del delirio, con il sito web ridisegnato in verde e tutto inneggiante alla “rivoluzione verde”. Dimenticando tra l’altro che l’unica, vera, “Rivoluzione verde” è quella che alla metà del secolo scorso ha permesso di moltiplicare la produttività agricola facendo uscire dalla fame centinaia di milioni di persone. Così che dagli anni ’70 nel mondo non si sono più registrate vere e proprie carestie.

Di fianco alla testata la foto di papa Francesco insieme a Greta, a indicare chi sono i due leader del movimento ecologista internazionale. Un’immagine che vale più di cento commenti. Dobbiamo dedurne che per i vescovi italiani l’esperienza della Chiesa e il messaggio di Greta coincidono, e che ci siamo sbagliati finora a credere che Gesù si sia incarnato per salvare l’uomo dal peccato; no, in realtà voleva la salvezza del pianeta e la riduzione delle emissioni di CO2, ci dicono i vescovi, che in quanto a sciopero della ragione ormai non li batte nessuno. Dopo aver scambiato per benefattori dell’umanità i trafficanti internazionali di esseri umani, adesso scambiano per “maestri di vita” degli adolescenti che sono vittime della violenza di adulti imbevuti di ideologia; adolescenti che piuttosto andrebbero strappati dalle loro mani.

Ma siccome al peggio non c’è limite, ecco che sull’onda dell’entusiasmo qualcuno nella redazione di Avvenire ha esagerato. Volendo dare un tocco di frivolezza ed esaltare la creatività dei giovani studenti, in grande evidenza sul sito web è stata inserita una ricca fotogallery con le immagini dalle manifestazioni di tutta Italia, sotto il titolo “L’ironia scende in piazza nei Venerdì per il futuro”. Guardiamo allora l’ironia di questi ragazzi, e cosa vediamo tra le primissime foto?

Questa, dove, seppure un po’ sfocato, si vede bene un cartello in secondo piano, ma in alto, il cui invito è molto chiaro. La didascalia ci spiega anche che è nella zona dove ci sono i bambini più piccoli con i loro genitori. Ogni commento è superfluo, si può solo sperare che prima o poi qualche vescovo si svegli dal torpore e si ricordi per quale motivo ha ricevuto l’ordine sacro.