Un sacerdote maronita vittima di un attacco israeliano contro Hezbollah
Padre Pierre è stato ferito mortalmente quando si è recato a visitare gli abitanti di una casa colpita poco prima dall’esercito israeliano
L’offensiva israeliana contro Hezbollah, il gruppo jihadista sciita libanese, continua. L’esercito israeliano come di consueto invita la popolazione civile ad allontanarsi quando si appresta a colpire basi e residenze dei terroristi. Lo ha fatto anche prima di bombardare una zona situata nel sud del Libano. Ma almeno una parte degli abitanti hanno deciso di rimanere e con loro padre Pierre al-Rai, un sacerdote maronita. La sua decisione gli è costata la vita. Il 9 marzo era andato a soccorrere gli abitanti di una casa nel villaggio di Qlayaa che l’esercito israeliano aveva colpito ritenendo che vi si trovassero dei militanti di Hezbollah. Mentre era lì c’è stato un secondo attacco. Padre Pierre è stato ferito gravemente ed è deceduto dopo il ricovero in ospedale. Aveva 50 anni ed era conosciuto – racconta di lui l’agenzia di stampa Fides – “per la tenacia con cui difendeva la scelta dei cristiani locali di non abbandonare i loro villaggi”. Prestava ai fedeli assistenza spirituale e materiale, ad esempio occupandosi personalmente della distribuzione delle razioni di beni di prima necessità. “Per noi – spiegava – questa terra ha un significato enorme. I nostri antenati hanno pagato con il sangue per salvaguardarla. I figli di questa terra hanno affrontato molte sfide per decenni e le hanno superate”. Poche ore prima di morire aveva parlato ancora una volta telefonicamente con il padre carmelitano Michel Abboud ribadendo quanto secondo lui fosse importante che i cristiani continuassero a vivere nella regione. “La scelta di non lasciare Qlayaa – aveva detto – era una decisione azzeccata, salviamo le nostre terre e case dalla distruzione. Il messaggio non è solo nostro ma è per tutta la zona, altrimenti si perderebbe la speranza di ritornare. Noi rimaniamo ... e le garanzie e le sicurezze sono solo dal Signore. Nostro patrono è San Giorgio, cavaliere e eroe, che ci aiuti a fortificare la nostra fede, che ci protegga”. “Ora – commenta Fides – la guerra sparge di nuovo morte e dolore in terra libanese e alimenta paure, sospetti, diffidenze. Anche nelle zone abitate dai cristiani si organizzano blocchi per impedire che possano ‘infiltrarsi’ in quelle aree persone e gruppi non conosciuti, potenziali bersagli degli attacchi dell’esercito israeliano”.

