• ATTO COMPIUTO

    Il popolo, il Papa e Maria: la consacrazione riunisce Cielo e terra

    Con la solenne consacrazione di ieri, dopo un’intensa liturgia penitenziale in cui il Santo Padre ha chiesto perdono a Dio a nome di tutti, è avvenuta una “ricucitura” tra Cielo e terra. La Chiesa, il mondo, la Russia e l’Ucraina sono ora proprietà di Maria, che si presenta al trono di Dio come nostra Avvocata. L’atto compiuto ieri - per la consacrazione, la comunione con i vescovi, le ragioni storiche - corrisponde alle modalità chieste dalla Madonna. Ed è da questo fatto oggettivo, con l’invito di tornare a Dio, che occorre ripartire.
    -  INDICAZIONI RISPETTATE di Nico Spuntoni 

    • L’ATTO SOLENNE

    Consacrarsi a Maria, la via indicata dai santi

    Oggi, al culmine della liturgia a San Pietro (inizio alle 17), papa Francesco consacrerà al Cuore Immacolato di Maria la Chiesa e il mondo, in particolare Russia e Ucraina. Un atto fondamentale, se si accompagnerà all’abbandono di ciò che è alla base della guerra e di ogni male: il peccato. Una battaglia che non riguarda solo le nazioni in generale, ma si gioca in ciascuno dei nostri cuori, chiamati alla consacrazione alla Madre celeste come insegnata dai santi, dal Montfort a Massimiliano Kolbe, a Padre Pio.
    - IL TESTO DELLA CONSACRAZIONE ODIERNA

    • INTERVISTA/MIRIANO

    Monaci WiFi a San Pietro. «Uniti, nell’ascolto di Dio»

    Monastero WiFi, capitolo III. L’appuntamento è il 2 ottobre alla Basilica di San Pietro, per una giornata di preghiera e di catechesi a tema. «C’è il bisogno di incontrarsi», tanto più dopo le difficoltà legate al Covid, per ascoltare parole di Salvezza e pregare «in unità con le voci di tante anime della Chiesa». La Bussola intervista Costanza Miriano.

    • IL CASO

    Messe vietate a San Pietro, Sarah: “Una violenza”

    Dopo i cardinali Burke, Müller e Brandmüller, anche Sarah protesta contro il divieto - emesso dalla Segreteria di Stato - delle celebrazioni individuali a San Pietro, chiedendo al Papa di ritirarlo. Imporre la concelebrazione può causare «una diminuzione del dono di grazia», va contro il canone e la secolare pratica di tanti santi. E c’è pure il nodo della forma straordinaria.