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Naomi e quel bambino venuto dal nulla

Bambini che appaiono dal nulla, senza nome, senza volto e senza padre, avvolti nel mistero e soprattutto slegati da qualsiasi relazione genitoriale, affidati preferibilmente a un genitore single. È l'ultimo passaggio dell'individualismo estremo che trova in Naomi Campbell, che ha appena annunciato di avere una bambina, una eccezionale testimonial.

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Alla bella età di 51 anni, Naomi Campbell, la famosa super modella britannica, ha annunciato di essere appena diventata madre di una bambina. Quindi, anche lei ora è entrata a far parte della lista sempre più numerosa di ricchi e famosi over-40 che hanno scoperto che ricchezza e fama non compensano quel naturale desiderio materno di avere un bambino, non importa per quanto tempo lo rimandano.

E siccome Naomi Campbell ha rimandato la maternità oltre la data di scadenza della fertilità naturale e i suoi post su Instagram e Twitter non hanno fornito ulteriori informazioni sul nome, la data di nascita o le circostanze di sua figlia, incluso chi è il padre, si può supporre che abbia pagato una madre surrogata per avere il suo bambino o abbia avuto lei stessa un trattamento per la fecondazione artificiale (IVF).

Anche la tenera fotografia della sua mano che culla un paio di piedini postata martedì pomeriggio, con la didascalia: "Una bella piccola benedizione ha scelto me come sua madre", ha alimentato la perplessità. Nessuno aveva mai sentito che fosse incinta e la modella, immune alla curiosità del pubblico, durante i nove mesi di gestazione non ha pubblicato alcuna foto in stile Beyoncé del suo corpo incinta. Persino i sempre invadenti paparazzi non l'hanno mai colta alla sprovvista a comprare vestiti per bambini o in centro almeno una volta con un uomo che i media oggi potrebbero ipotizzare essere il padre.

Il fatto è che Naomi Campbell si è unita alla crescente tendenza delle donne che decidono “voglio un bambino”, ben oltre l'età consigliata per una normale gravidanza sana. Naomi ha chiarito cosa pensasse della questione già nel 2017, quando ha detto a ES Magazine: “Ora, con la scienza, penso di poterlo fare quando voglio". Il commento si riferiva a una gravidanza da IVF a suo piacimento. Ed è un'opinione condivisa da molti altri. Solo nel Regno Unito, il numero di donne che hanno figli più tardi nella vita è aumentato del 50% negli ultimi dieci anni. Secondo gli ultimi dati disponibili dell'ONS (Office for National Statistics) 2.390 bambini sono nati da madri di età superiore ai 45 anni in Inghilterra e Galles solo nel 2019.

Ma i numeri non raccontano l'intera storia. I medici lamentano il fatto che le donne anziane che decidono per una maternità in età avanzata, spesso, hanno un'aspettativa irrealistica di quanto sia facile rimanere incinta. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), ogni mese una donna media di 30 anni ha circa il 20% di possibilità di rimanere incinta. Una quarantenne ha solo il 5% di possibilità di rimanere incinta ogni mese. E dopo i 45 anni, rimanere incinta senza l'uso di trattamenti di fertilità è estremamente improbabile e si aggira intorno all'1% di possibilità. Anche le complicazioni tendono a peggiorare molto. Le ultracinquantenni hanno molte più probabilità di iniziare il travaglio precocemente, sviluppare pre-eclampsia, crescere un bambino piccolo e contrarre il diabete.

Naomi Campbell sembrava avesse svolto il suo compitino quando ha detto che la fecondazione in vitro era la sua migliore opzione in questa fase avanzata. Si può presumere che fosse anche consapevole che ci sono ampie ricerche che dimostrano che la Tecnologia di riproduzione assistita (ART) è meno efficace dopo i 40 anni e il tasso continua a diminuire bruscamente con l'avanzare dell'età. Ma sia che la Campbell abbia fatto ricorso a costosi trattamenti per la fecondazione in vitro o che sia ricorsa alla maternità surrogata, per coloro che sono economicamente meno fortunati, ciò dimostra che il denaro apre le porte e compra i bambini.

Del resto quello della maternità in tarda età delle celebrità è un tema che fa aumentare le vendite delle riviste popolari con primizie e scatti delle ultime celebrità che cullano i loro bambini miracolosi: l'attrice di Hollywood Cameron Diaz è diventata madre a 47 anni, la cantante Janet Jackson a 50. Celine Dion, la leggendaria cantante, ha accolto due gemelli a 42 anni, grazie alla fecondazione in vitro. Mentre Nicole Kidman, attrice vincitrice di Oscar, ha accolto il suo secondo figlio Faith tramite una madre surrogata quando aveva 44 anni. Tra acrobazie fotografiche e interviste, il messaggio è: tutto va bene se hai un profondo desiderio di maternità.

In un mondo che muore per l’inverno demografico, la cultura dell’"eugenetica positiva" (l'uso di tecniche per garantire che il bambino abbia caratteristiche desiderabili) è fiorente. Questi bambini “miracolosi”, costretti a crescere con genitori che potrebbero essere i loro nonni, sono gli agnelli sacrificali per la felicità degli adulti. Con la distruzione della famiglia naturale è stato messo da parte ogni freno morale così come la concezione dei bambini come dono di Dio. Oggi non solo è diritto l’avere un bambino, ma anche l’avere "il bambino che voglio".

Così Naomi Campbell rappresenta l’ultimo passo nell'evoluzione dell'individualismo adulto che si cela sotto le spoglie della genitorialità. Ovvero l'improvvisa comparsa di bambini dal nulla, senza nome, senza volto e senza padre, avvolti nel mistero, slegati da qualsiasi relazione genitoriale dichiarata ma annunciati come figlie e figli, preferibilmente a un genitore single.

Fino a quando i bambini non saranno rimessi all’interno della famiglia, non verrà dato loro il valore che meritano e i genitori non capiranno che crescere i figli è più di una serie di scelte private ma implica una responsabilità sociale, l'eccezione di Naomi Campbell potrebbe diventare domani la normalità. Una società di orfani.

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