Io e Messori, la grazia di un’amicizia
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“Vent’anni fa nasceva una delle amicizie più significative della mia vita: quella con Vittorio Messori, che insieme alla moglie Rosanna, come dicono i miei genitori, mi adottò...”. Il ricordo della giornalista Valentina Fizzotti.
- Il dossier: Messori, l'apologeta
«Le borse delle donne nascondono tutto. Si dovrebbe farci un libro», mi disse ridendo. Io avevo poco più di vent'anni e la testa infilata in una borsa enorme che mi ero fatta prestare per essere all’altezza dell’occasione elegantissima cui presenziavamo, lui era lo scrittore cristiano forse più letto al mondo. Mi tremano ancora le gambe al pensiero, ma su quel balconcino, vent’anni fa, è nata una delle amicizie più significative della mia vita: quella con Vittorio Messori. Fatta di mail, telefonate, fughe – solitamente mie, a Desenzano, dove ripiegavo per scaldarmi il cuore e ossigenarmi la mente. Molto più raramente sue, a Roma o a Milano, per lavoro.
Come dicono affettuosamente i miei genitori, Vittorio e la sua adorata moglie, Rosanna Brichetti, mi adottarono. Mi accoglievano senza formalità, anzi con l’ironico disincanto e la spregiudicatezza di spirito che riesce soltanto alle persone davvero grandi. All’inizio ero intimorita, a servirmi dell’insalata mentre dalle pareti mi guardavano, incorniciate, le innumerevoli copertine dei libri di Messori. Negli anni non ho mai smesso di sentire la grande Grazia che mi era stata data con quella amicizia: mi emozionavo, rispondendo agli scambi coltissimi che mi regalava, sul giornalismo o sul mondo. E mi divertivo moltissimo.
Io e Vittorio abbiamo parlato di milioni di cose (da Dio al lago, spesso nella stessa conversazione), iniziato a pensare tantissimi libri (che per colpa mia non abbiamo mai scritto), e poi non ci siamo più riusciti a vedere per troppo tempo. Però credo che i segni più profondi che ha lasciato nella mia memoria riguardino il matrimonio. Totale, fortissimo, per nulla romantico – come invece lo intendevano i miei amati autori ottocenteschi, che lui faceva immancabilmente a coriandoli – eppure affascinante e invidiabile ai limiti della vertigine. Lui e Rosanna erano un sodalizio di amore, di vita e di fede. Diversissimi, hanno affrontato peripezie e ostacoli, bivi e incroci cui non credo altre coppie avrebbero mai resistito. Lei alla fine decise di raccontare tutto in un libro bellissimo, delicato e solido come era lei: una vita di incontri, separazioni, fatiche.
Vittorio e Rosanna riuscirono a sposarsi nel 1996, più di 30 anni dopo il loro primo sguardo. In mezzo il matrimonio di lui con un’altra donna, la dichiarazione di nullità che non arrivava mai (difficile, per la Chiesa, concederla a un apologeta di fama mondiale), la vita da fratello e sorella. Una unione voluta, attesa, sofferta, coltivata. La certezza dello scopo comune, più alto dei problemi quotidiani eppure perseguito grazie all’ironia più deliziosa che io abbia mai avuto modo di sperimentare. Il perdono: dei limiti dell’altro e anche dei propri. La capacità di comprendere che ad alcune richieste e necessità dell’anima non può rispondere il proprio sposo, ma soltanto Dio. E l'incredibile fecondità possibile per una coppia senza figli che vive con Gesù al centro della vita: le conosco a malapena di nome, ma so che ci sono molte persone che come me sono state accolte nella loro famiglia. «Lo so che adesso non hai tempo di scrivere – borbottava guardando il Lago di Garda –, fra il lavoro e la maternità. Ma stai facendo un buon lavoro: le tue figlie non destano l'Erode che c'è in me». Rosanna lo redarguiva ridendo, lui mi sorrideva, con quello sguardo paterno e l'ironia caustica che mi manca tanto.
La morte di Vittorio Messori, il più grande apologeta dei nostri tempi
È morto ieri sera nella sua casa di Desenzano sul Garda, il giornalista e scrittore che, con milioni di libri venduti in tutte le lingue, ha fatto crescere nella fede generazioni di cattolici. Ma il suo testamento vivente è una piccola chiesa costruita pezzo per pezzo nel terreno dell'abbazia di Maguzzano. È stato un grande amico e ispiratore della Bussola.
Così Vittorio Messori divenne talent scout dell'apologetica
Due vite parallele, una lettera e un romanzo che inizialmente nessuno voleva pubblicare, ma che attirò l'attenzione del già celebre autore di Ipotesi su Gesù. Ne venne fuori una trentennale amicizia tra due grandi firme dell'apologetica, fondata su una sintonia più forte di qualche screzio che pure non mancò.
- "Non era un apologeta", la sciocchezza di Avvenire, di Riccardo Cascioli
Il cronista nel sepolcro, l'inchiesta di Messori sul Risorto
La storia c'entra eccome con la fede anche quando è in gioco il soprannaturale. E Messori non ci stava a rinunciare alla verità proprio davanti alla risurrezione, senza la quale il cristianesimo franerebbe.
- Vittorio, cosa resta, di Andrea Zambrano
Ipotesi su Gesù, le ragioni della fede spiegate magistralmente
Ripercorriamo la genesi del primo libro di Vittorio Messori e come divenne un successo editoriale straordinario in Italia e nel mondo. Un testo in cui il grande apologeta presentava con rigore le ipotesi razionaliste-atee su Gesù, di contro alle ragioni della fede.
- Messori e Lourdes, luogo della fede rocciosa, di E. Caprino
- Lo svarione di Cazzullo sul miracolo della gamba, di R. Cammilleri
Quando Messori infranse la congiura del silenzio sulla morte
Con Scommessa sulla morte Messori sfidò il tacito divieto di parlare della fine: senza escatologia non si saprebbe come affrontarla. Eppure essa include la domanda delle domande, quella sul destino eterno di ogni uomo.
- Messori: al mondo non serve una Chiesa succursale dell'Onu, di Luca Del Pozzo
Vittorio Messori, l'ipotesi è diventata una certezza su Gesù
Una liturgia tanto sobria quanto solenne e intensa - presieduta dal vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili - che ha trasmesso la certezza della presenza di Cristo. Così l'11 aprile si è celebrato nell'abbazia di Maguzzano il funerale di Vittorio Messori.
- Il ministro Mazzi: «L'Italia gli riconosca un posto», di Andrea Zambrano
Messori, amico e scrittore pieno di ironia. E quella volta in autogrill…
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Bux: fede e ragione il lascito di Messori a chi cerca la Verità
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Messori, Faà di Bruno e il ritorno del soprannaturale
Circostanze non casuali legano lo scrittore al suo "santo di quartiere" prima ancora che sapesse (e scrivesse) di lui e della sua famiglia religiosa. Un legame ancestrale che riaffiora tra i sogni e i segni che manifestano le tracce di Dio nel quotidiano.

