Danni da vaccino, parla la scienza e la Sinistra scappa
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L'Associazione ContiamoCi porta dati incontrovertibili sui danni da vaccino Covid e Pd e Cinque Stelle, allora al Governo, scappano dalla Commissione oppure vengono smentiti sulla solita narrazione. FdI: «Conte deve dimettersi e farsi ascoltare»
Si parla di scienza e la Sinistra che era al governo durante i governi pandemici se ne va. L’audizione di mercoledì in Commissione Bicamerale Covid del presidente e vicepresidente dell’Associazione ContiamoCi, ha confermato una strategia ormai radicata di Pd e Cinque Stelle: non appena l’argomento sono i vaccini e soprattutto gli effetti avversi, i commissari se la danno a gambe levate oppure non sono in grado di affrontare nel merito le questioni e la buttano, come si dice a Roma, in caciara.
Le prime avvisaglie c’erano state nel corso dell’Audizione del Comitato Ascoltami a cui anche la Bussola aveva partecipato in qualità di audito. Allora era stata la senatrice dem Ylenia Zambito, la quale, accampando la scusa della contemporanea informativa al Senato del ministro della Difesa Crosetto, aveva rinunciato a porre domande a Federica Angelini, presidente del Comitato in rappresentanza dei danneggiati da vaccino, che per la prima volta le compariva davanti in Commissione.
Stavolta a scusarsi e rinunciare a interloquire con il dottor Dario Giacomini, presidente di ContiamoCi e con il suo vice, il docente di Farmacologia Marco Cosentino, è stato invece il senatore pentastellato Dario Colucci, considerato l’uomo dell’ex premier Giuseppe Conte, anch’egli membro della Commissione, ma che a Palazzo San Macuto si vede ormai di rado.
Forse perché, dovrebbe affrontare il fuoco incrociato della maggioranza che ha scoperto la gestione pressapochista della pandemia. Ultimo affondo, ad esempio, la scoperta che numerosi fornitori di mascherine erano stati costretti a pagare una percentuale del 10% per approvvigionare la struttura commissariale di Domenico Arcuri, allo Studio Alpa, di cui era socio proprio l’“ex avvocato del popolo”, tra il 2019 e il 2021 presidente del Consiglio dei ministri. Motivo per cui la capogruppo di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri ha chiesto che Conte si dimetta dalla Commissione per poter essere audito per una vicenda che «non ha precedenti nella storia repubblicana».
Ebbene. Da diversi mesi a questa parte, Conte manda avanti il collega di partito Colucci. E proprio Colucci mercoledì, dopo la relazione di Giacomini e Cosentino - un vero e proprio unicum scientifico sugli effetti avversi dei vaccini a rna, meritevole di Congresso medico internazionale più che di una semplice audizione in Commissione - ha preso la parola per accusare il presidente Marco Lisei per il modo di condurre i lavori: «Mi scuso, ma avevo già un impegno istituzionale e con questa commissione le cose vanno così. Quindi non posso fare le domande che avevo in mente di fare. Saluti».
Una reazione che ha provocato le ironie del deputato leghista Alberto Bagnai, che intervenendo subito dopo ha parlato di «sinfonia degli addii».
L’unico esponente di Sinistra che ha provato a interloquire con i due scienziati è stata invece la Zambito. Ma, come dicevamo, se non se la danno a gambe levate, gli esponenti di sinistra cercano di perpetuare la solita narrazione pandemista per confondere le acque circa le verità che pure emergono durante i lavori. La Zambito, infatti, ha utilizzato il tempo a sua disposizione per contestare l’affermazione che il vaccino era stato imposto con un obbligo, cosa subito smentita da Bagnai, che le ha fatto eco ricordando che il decreto del gennaio 2022 parlava espressamente di «obbligo»; ma soprattutto ha provato a controbattere alle numerose evidenze scientifiche portate da Cosentino, riproponendo pubblicazioni che stimavano come il vaccino avesse salvato da morte certa in Europa la bellezza di 700mila persone. È la solita narrazione del rapporto rischi/benefici, che sulla Bussola abbiamo già ampiamento smontato.
Studi facilmente smontabili dai due auditi. Anzitutto perché, come ha riportato Giacomini, questi dati non significano nulla: il fatto che abbia salvato vite non significa nulla se si pensa che ha danneggiato anche un solo paziente che senza il vaccino non avrebbe avuto nulla da temere, «e come medico bisogna guardare a questo», ha detto. In secondo luogo, perché, come Cosentino le ha risposto, questi studi non sono altro che proiezioni costruite su modelli matematici e teorici facilmente confutabili, a cominciare dall’arbitrarietà con i quali sono stati prodotti, come ha ammesso lo stesso Ioannis (uno degli scienziati che li ha fatti).
Insomma, poteva essere un’occasione per la Sinistra di fare i conti con gli errori macroscopici e le abnormi violazioni del diritto, invece si è trasformata in una parata decisamente ingloriosa per chi aveva la responsabilità di governo allora.
L’audizione, in realtà, è stata un momento di grande verità, che consigliamo di ascoltare in forma integrale (QUI) e che per ragioni di spazio, purtroppo non possiamo riportare. Solo per riassumere alcuni punti fermi, però, giova dire che Giacomini e Cosentino, numeri alla mano – e numeri difficilmente smentibili – hanno affrontato gli errori della Circolare 35309/2021 nella quale il Ministero era perfettamente consapevole dell’esistenza di effetti avversi, tra cui sindrome trombotica, Guillaine Barrè, perdita capillare, pericarditi e miocarditi, ciononostante si arrivò al Green pass. Una contraddizione nella comunicazione pubblica che vedeva da un lato il governo di allora guidato da Conte, ma successivamente lo stesso fece quello di Draghi, in cui l’evento avverso veniva trattato come difficoltà tecnica che impediva il completamento del ciclo vaccinale e non un problema medico che poteva avere – e ha avuto! – ricadute spaventose sulla salute dei cittadini.
Cosentino, dal canto suo, ha spiegato come i vaccini anti Covid a rna si distribuiscono nell’organismo e perché questo è strettamente connesso con le reazioni avverse, affrontando la ricaduta delle peri miocarditi che sono state difficilmente riconosciute.
Eppure, che il meccanismo dei prodotti a base di rna funzionasse in questo modo diffuso nel corpo, lo si sapeva dal 2015 – ha spiegato il docente di Farmacologia – da quando erano stati fatti esperimenti sui topi in ambito oncologico. Nonostante la messa in guardia, come ad esempio una lettera pubblicata da Cosentino e dalla sua equipe il 18 maggio 2021, il Governo non ne tenne conto e non lo fece neppure due giorni dopo quando uno studio finanziato da Moderna (assieme a Pfizer l’altro produttore di quel tipo di vaccini) aveva ipotizzato che la proteina virale del vaccino rimanesse in circolo per diverso tempo, anche diverse settimane. Facendo ovviamente danni nei vari apparati in cui si infilava.
ContiamoCi, in questi anni ha raccolto la sterminata produzione scientifica che via via si stava pubblicando e che attestava effetti avversi e come l’rna vaccinale fosse già stato trovato anche fino a 60 giorni dopo la vaccinazione, nel sangue di 10 soggetti in monitoraggio su 1078 per HCV, nella placenta di donne gravide e nel latte materno. «Aspetti che indicavano una distribuzione sistemica nell’organismo», ha detto Cosentino, a cui se ne aggiungevano altri «nelle miocarditi post vaccino fino a 56 giorni dopo l’inoculo, nei muscoli, nel sistema nervoso centrale, nel fegato». Questa presenza della spike, la proteina attiva prodotta dal corpo, ha rappresentato un problema perché «sono state conservate per lunghissimo tempo nell’organismo dei vaccinati le sue proprietà aggressive e citotossiche (cioè che danneggiano le cellule) nei tessuti.
In sostanza, che cos’è l’effetto avverso da vaccino anti Covid? «Un innesco di reazioni di tipo immuno-infiammatorio che porta a tutte le patologie che abbiamo elencato».
Studi, evidenze cliniche, articoli scientifici che smentiscono la “favola” burionesca delle miocarditi benigne e che fanno schizzare – ad esempio - nei soggetti vaccinati il rischio di peri miocardite di sei volte, ma che l’algoritmo dell’Oms, costruito per assolvere quasi sempre il vaccino, non ha riconosciuto.
Insomma, se mai il Parlamento ne avesse avuto l’occasione, mercoledì in Commissione è andata in scena una trattazione scientifica sistematica sui danni da vaccino che se si fosse tenuta in conto all’epoca, avrebbe decisamente cambiato le sorti della “magnifica” campagna vaccinale promossa da Conte, Draghi, Speranza e compagnia.
Con una interessante postilla, che meriterebbe un approfondimento. Ad una domanda di Bagnai sulla possibile differenza di somministrazione di un prodotto che arrivò al Passo del Brennero scortato come il sacro Graal a meno 80 gradi, abbiamo assistito poi a somministrazioni in condizioni ben diverse, come ad esempio in spiaggia. Ebbene, questo può aver alterato la natura del prodotto e quindi aumentando l’incidenza degli effetti collaterali? Cosentino ha ammesso che uno studio manca, però ha rivelato un dettaglio che non si conosceva: «Le agenzie regolatorie dei medicinali (Ema, Aifa) – ha detto - hanno ritenuto di derogare al principio generale per cui la qualità di un medicinale deve assicurare almeno il 95% del principio attivo. Ora, per questi prodotti, come si può leggere nei contratti, è detto chiaramente che il limite per i vaccini a rna viene abbassato al 50%. Quindi il prodotto poteva essere considerato efficace anche se aveva almeno il 50% di principio attivo integro. «Ma l’altro 50% non è “scomparso” – ha concluso Cosentino –, bensì va a costituire un prodotto degradato in frammenti e i frammenti degli acidi nucleici sono molecole che possono agire nell’organismo in maniera imprevedibile».
Della serie: chi ha orecchi, intenda.
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Nature pubblica uno studio effettuato sui topi e dimostra che le particelle dei vaccini a mRNA dal sito di inoculo raggiungono il cuore, provocando danni al tessuto miocardico.
Danni da vaccino, il Ministero a processo: è la prima volta
Il Tribunale del lavoro di Reggio Emilia accoglie la richiesta di un invalido da vaccino che si batte per il risarcimento. Ma invece di citare in giudizio l'Asl, chiamerà in causa direttamente il Ministero della Salute e Aifa. Il processo non potrà ignorare il nesso di causa già accertato nel suo caso dalla Commissione militare.
- Pandemiopoli: il convegno e i libri della Bussola
Burioni ci insulta, ma scivola ancora sui danni da vaccino
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-Vaccinocrazia, il libro della Bussola
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Ad uccidere Camilla Canepa è stato il vaccino, ma i medici "non sono responsabili". L'esito scontato del processo per la morte della 18enne: il vaccino ha ucciso, ma nessuno tra i medici, il governo, gli enti di controllo e le case farmaceutiche è responsabile.
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Finalmente provato il meccanismo che aziona l'impazzimento del sistema immunitario dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Lo studio del New England Journal of Medicine.
Nuovo schiaffo ai danneggiati: Speranza non sarà indagato
Mentre la Procura europea indaga sullo scandalo Pfizergate della von der Leyen, il Tribunale dei ministri archivia la denuncia presentata dal Comitato Ascoltami per indagare Speranza su gravissimi reati a seguito degli Aifa-leaks sui vaccini anti-Covid. Gli avvocati: «Così muore la giustizia».
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«Doveroso ascoltare in Commissione i danneggiati da vaccino»
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Burioni insulta i danneggiati da vaccino: "Malati mentali"
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«Noi danneggiati, ancora in attesa: ora la politica dovrà ascoltarci»
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-Vaccinocrazia: il libro della Bussola
-Mal di vaccino: il dossier della Bussola
Danneggiati, la svolta di Atreju. Ma ora curateli
Con l'evento di ieri dedicato ai danneggiati da vaccino, Fratelli d'Italia mostra di aver fatto una precisa scelta di campo per dare ascolto ai danneggiati. Ma ora servono azioni concrete per curare chi è ormai invalido. Iniziando da un censimento nazionale.
Il dramma di Ivana smonta la fake delle miocarditi benigne
Dato che non si possono più negare, è in atto l'ordine di ridimensionare la gravità delle mio-pericarditi post vaccino. Per Burioni sono benigne, per l'Asl di Ravenna innocue. Ma la storia di Ivana Mazzarella, fisioterapista romana e volto noto del fitness, alla quale è stata diagnosticata una pericardite da vaccino, dimostra che il problema c'è: «Il malore al centro vaccinale, mezz'ora dopo la II dose, la mia vita ora è peggiorata e la mia attività ferma; mi sto curando, ma ho sofferto due mesi e non ne sono ancora uscita, c'è rischio recidiva». L'allarme del cardiologo Capucci: «Minimizzare le conseguenze di una miocardite, significa ignorare la clinica medica».
- CROAZIA: OSSESSIONI DA TAMPONE E MEDICI "UNTORI" di Guido Villa


