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PALLONI MISTERIOSI

Ufo sull'America. Non sono cinesi, ma la tensione resta

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Dopo quasi una settimana di silenzio sull’abbattimento di oggetti volanti non identificati (tecnicamente: Ufo), il presidente Biden ha deciso di parlare. Saranno delusi gli ufologi che pregustavano un’invasione aliena, ma sono sicuramente rimasti a bocca asciutta anche tutti coloro che si attendevano una spiegazione esauriente. 

Esteri 17_02_2023
Il pallone-spia cinese abbattuto il 4 febbraio

Dopo quasi una settimana di silenzio sull’abbattimento di oggetti volanti non identificati (tecnicamente: Ufo), il presidente Biden ha deciso di parlare. Saranno delusi gli ufologi che pregustavano un’invasione aliena, ma sono sicuramente rimasti a bocca asciutta anche tutti coloro che si attendevano una spiegazione esauriente di quanto è successo ad alta quota, sui cieli del Nord America.

Biden ha ribadito la denuncia dell’incursione cinese, per il pallone spia abbattuto sull’Atlantico il 4 febbraio dopo che aveva sorvolato Alaska, Canada e Stati Uniti settentrionali per una settimana. Si è rifiutato di chiedere scusa, ha agito per la difesa dello spazio aereo statunitense: “La violazione della nostra sovranità è inaccettabile”, ha dichiarato. Ha però lasciato la porta diplomatica aperta alla Cina, promettendo di parlare il prima possibile con il presidente Xi Jinping. Sugli altri oggetti volanti abbattuti, il 10, 11 e 12 febbraio, ha dichiarato poco, limitandosi a dire che non c’è prova che provenissero dalla Cina o da qualunque altro Paese straniero o fossero negli Usa per spionaggio. L’aviazione americana, dunque, potrebbe aver abbattuto… mongolfiere americane. E c’è qualcuno, in effetti, che dichiara di aver smarrito il proprio pallone.

Il primo “oggetto volante non identificato” è stato intercettato e abbattuto dalla difesa aerea sui cieli dell’Alaska il 10 febbraio. Il secondo, il giorno dopo, poco più a Est, sui cieli dello Yukon, Stato del Canada confinante con l’Alaska. Il 12 febbraio, il terzo abbattimento in tre giorni, questa volta sui Grandi Laghi, ancora più a Est, al confine fra Usa e Canada. Tracciando una linea ideale: tre oggetti volanti ad alta quota dallo stretto di Bering al Midwest, attraverso Alaska, Canada e Stati Uniti settentrionali, hanno ripercorso all’incirca la stessa rotta del pallone spia cinese. L’ipotesi prevalente, mentre l’amministrazione taceva, era quella di nuove incursioni dalla Cina. Soprattutto considerando che una seconda mongolfiera era stata avvistata fra il 4 e il 5 febbraio anche sull’America Latina, si iniziava a pensare ad una vera e propria flotta di palloni cinesi in movimento.

“La mucca è ormai fuori dalla stalla. A questo punto, il Presidente deve parlare apertamente al popolo americano di ciò che sta accadendo nel nostro spazio aereo” – sollecitava il senatore repubblicano John Kennedy. Ma anche i Democratici iniziavano a provare disagio per il silenzio tombale dell’amministrazione. “Il popolo americano dovrebbe ricevere maggiori informazioni. È pronto a riceverle”, aveva ribadito il senatore democratico Richard Blumenthal. La spiegazione data da Biden, gli “oggetti” non arrivano dalla Cina, né da altre potenze ostili, è tanto rassicurante quanto incompleta.

Il sospetto è ora quello che la difesa aerea, innervosita dall’incursione cinese e un’amministrazione infastidita dalle critiche per l’atteggiamento remissivo tenuto in quella circostanza, abbiano autorizzato l’abbattimento di tutto quel che volava. È possibile che siano stati colpiti palloni sonda americani per il meteo e la ricerca scientifica. Un’associazione, la Northern Illinois Bottlecap Balloon Brigade, denuncia la scomparsa di un suo pallone sonda amatoriale, il Pico Balloon K9YO. Il giorno della scomparsa e il punto approssimativo in cui avrebbe potuto trovarsi coincidono all’incirca con il secondo abbattimento, quello sullo Yukon dell’11 febbraio. Comunque il meteo ostile sta rallentando le ricerche dei frammenti sui luoghi dei tre abbattimenti. Nei prossimi giorni si potrebbe sapere qualcosa di più.

Resta alta la tensione fra Cina e Stati Uniti ed è questo, al di là dei misteri, il vero nocciolo della questione. Mandando un pallone spia sui cieli del Nord America i cinesi hanno sondato la pazienza dell’amministrazione e dell’opinione pubblica americane. La marina ha recuperato i sensori che la mongolfiera trasportava ed ora, analizzandoli, si potrebbe anche capire cosa i cinesi abbiano voluto spiare, usando un mezzo molto più fragile e identificabile dei loro satelliti. In questa vicenda, con buona pace degli ufologi, gli extra terrestri non c’entrano nulla. Anche se, per aggiungere un pizzico di mistero al tutto, il comandante del Norad (comando difesa aerospaziale), il generale VanHerck, alla domanda sugli alieni ha risposto “non posso escludere nulla”.