• NUOVA GUERRA FREDDA

Trump e Putin si minacciano, ma pensano ai loro elettori

Putin  rilancia sulla corsa agli armamenti. E' la sua risposta al riarmo nucleare di Trump e allo schieramento dei sistemi anti-missile in Europa. Sia Trump che Putin rilanciano così la Guerra Fredda, guadagnandoci in immagine di leader patriottici.

Il discorso di Putin alla Duma

Putin accetta la competizione con Usa e Nato, rilancia sulla corsa agli armamenti hi-tech e sul sostegno agli alleati di ferro, come il regime siriano di Bashar Assad. Nel discorso alla Duma sullo stato della Nazione, il presidente russo Vladimir Putin ha dato forma al programma da 325 miliardi di dollari (19mila miliardi di rubli) per rimodernare le forze militari nei prossimi dieci anni, con il rinnovo del 70% degli equipaggiamenti militari di Mosca già entro il 2021.

Il vice primo ministro Dmitri Rogozin aveva anticipato investimenti nella robotica, sistemi di intelligence, droni, difesa antimissile, munizioni di precisione, missili balistici e da crociera, una portaerei da 90 mila tonnellate. Putin, il cui intervento è giunto a due settimane dal voto presidenziale, ha evidenziato soprattutto temi militari. "Abbiamo detto diverse volte che avremmo reagito allo schieramento dei sistemi antimissile americani. Allora non ci avete ascoltato. Ascoltateci adesso" ha detto Putin presentando nuove armi. Dal progetto di un missile da crociera a propulsione nucleare, capace di eludere le difese antimissile, ai nuovi missili balistici Sarmat a lungo raggio, dai cannoni laser ai droni subacquei armati di missili, a testata nucleare e convenzionale, per colpire portaerei e bersagli costieri.

Putin ha sottolineato che tutti questi mezzi bellici sono stati progettati in risposta alle provocazioni statunitensi, dal ritiro degli Usa dal Trattato anti-missili balistici (Abm) del 1972, alla realizzazione di uno “scudo antimissile” in Europa Orientale che dovrebbe fermare improbabili attacchi missilistici da Iran e Corea del Nord diretti contro l’Europa ma i cui radar a lungo raggio permettono di esplorare in profondità lo spazio aereo russo. Putin di è rivolto a "tutti coloro che hanno alimentato la corsa agli armamenti negli ultimi 15 anni, provato a sottrarre unilateralmente terreno alla Russia, introdotto sanzioni con l'obiettivo di frenare lo sviluppo del nostro paese" dicendo loro che "tutto quello che volevate impedire con le vostre politiche è in realtà già accaduto, non siete riusciti a contenere la Russia".

Molti a Washington mettono in dubbio la reale capacità russa di rendere operative le nuove armi e attribuiscono le dichiarazioni “muscolari” di Putin alla ricerca del consenso patriottico. Un’interpretazione che appare però riduttiva, soprattutto perché Putin non ha rivali nella corsa alle presidenziali. Il presidente russo promette di dare più spazio all’impresa privata, a incrementare il PIL del 50% portando la Russia tra le prime cinque potenze economiche mondiali, ridurre la povertà, aumentare le spese sanitarie e portare la speranza di vita dei russi a 80 anni. Al di là dei temi sociali ed economici Putin ha però sottolineato i temi militari anche perché il Pentagono ha appena varato un bilancio record di 686 miliardi di dollari (10 volte la spesa militare russa) di cui 597 per il bilancio ordinario e 89 per finanziare le missioni all’estero con un incremento di 74 miliardi rispetto al 2017.

L’aggiornamento degli arsenali atomici e la realizzazione di mini testate a penetrazione come le bombe B-61-12 da dislocare anche in Europa e concepite per distruggere con una mini bomba atomica obiettivi strategici posti anche molti metri sotto terra, mettono in discussione il concetto della deterrenza trasformando gli ordigni termonucleari da “extrema ratio” ad arma tattica il cui impiego diventa "accettabile". Qualunque uso di armi nucleari contro la Russia, o i suoi alleati, di potenza piccola, media o qualunque altra, sarà percepito come un attacco nucleare. "La risposta sarà immediata e con tutte le conseguenze evidenti" ha detto Putin.

La nuova guerra fredda crea tensioni dal sapore antico ma per certi versi rappresenta un asso nella manica per Trump come Putin, capaci di rafforzare leadership e consenso interno nutrendoli con patriottismo e forza militare.

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