• INTERVISTA / GIOVANNI LUCIANI

    «Mio zio Albino, il Papa che si sentiva “il postino di Dio”»

    Alla vigilia della beatificazione in San Pietro, la Bussola ha raccolto la testimonianza del figlio del fratello di papa Giovanni Paolo I: «Era una persona che viveva tra cielo e terra, desideroso di evangelizzare, di comunicare a tutti Cristo. Per questo metteva al primo posto l’insegnamento del Catechismo, credeva fosse la base della fede». «La sua vita ci insegna che è possibile vivere da cristiani anche nelle circostanze più difficili».
    - LUCIANI E LA VERA MUSICA, di Massimo Scapin

    • DOMANI BEATO

    Luciani e la vera musica… di riconciliarsi con Dio

    Uomo umile e pastore dedito al suo popolo, Albino Luciani si curava dei piccoli e dei bisognosi, nella catechesi e nella predicazione. Sulle innovazioni musicali abbracciava un certo ottimismo conciliare, ma non mancava di sottolineare la bellezza dell’organo. E in una delle sue piacevolissime lettere fittizie spiegava La musica della riconciliazione...

    • IL LIBRO

    Giocare con Dio, lo spirito da bambino di papa Luciani

    "Giocare con Dio" è un’antologia di testi, aneddoti e stralci di omelie anche inediti di Albino Luciani curata da Nicola Scopelliti. Il volume prende il titolo da uno dei racconti in cui traspare lo spirito da bambino di Giovanni Paolo I, il quale vive il proprio ministero con allegria e fiducia nell’abbraccio di Dio, che è prima di tutto un Padre buono.

    • IL LIBRO

    Il postino di Dio

    Il volume Il Postino di Dio, a cura del nostro Nicola Scopelliti, raccoglie numerosi ricordi e studi di coloro che hanno conosciuto Albino Luciani, il pontefice Giovanni Paolo I che sarà proclamato beato il prossimo 4 settembre. Tra questi le testimonianze al processo di canonizzazione di Benedetto XVI, monsignor Francesco Taffarel, i cardinali Parolin, Scola e Comastri, il primo postulatore della causa dal Covolo e la nipote Pia Luciani.

    • INTERVISTA/ PADRE DABUSTI

    «Io, testimone, vi racconto il miracolo di Giovanni Paolo I»

    22 luglio 2011: l’argentina Candela Giarda, allora undicenne, è intubata in terapia intensiva, pesa appena 19 chili, soffrendo da mesi di un’encefalopatia epilettica acuta, nel frattempo aggravata da uno stato settico da broncopolmonite. «I medici avvertirono la madre che Candela non avrebbe superato la notte, prospettando la morte imminente della figlia». La Nuova Bussola intervista padre José Dabusti, il sacerdote che la sera di quel 22 luglio, a Buenos Aires, invitò la madre di Candela, al capezzale della figlia oggi studentessa universitaria, a chiedere l’intercessione di papa Albino Luciani. Foriera, tra lo stupore dei medici, di un miglioramento improvviso e duraturo che ha indotto la Chiesa a riconoscere il miracolo.