• CHE FIGURA

Le sardine si autoinscatolano alla convention di Bonaccini

Che figuraccia: alla convention modenese per Bonaccini si presentano tutte le sardine che invitano a votare per il governatore uscente. Ma non erano quelle indipendenti? Ora ci saranno le sardine impegnate coi Dem e quelle invece che resteranno idealmente pure. Che poi è la differenza tra essere inscatolate o surgelate...

Le bugie non stanno sott’olio. E’ come iniziare un giallo e scoprire già a pagina 5 il nome dell’assassino. Hai voglia poi a continuare la lettura…

Le sardine scendono in campo per Bonaccini. In campo per la Sinistra. In campo per chi ha governato in questi 70 anni. Facile, si dirà. Certo, lo sospettavamo, avevamo quasi le prove, ma nessuno avrebbe mai immaginato che il movimento più  conformista dell’anno si sarebbe smascherato così facilmente. E con le sue stesse mani. Che poi, non c’è stato neanche bisogno di sguinzagliare segugi, rispolverare dossier nascosti o scandagliare il passato di quell’acciuga per scoperchiare tutto il palamito.

Ci hanno pensato loro. A Modena, dove mercoledì sera alla polisportiva Gino Pini, il Centro sinistra locale ha organizzato un evento per lanciare la ricandidatura del candidato Pd Stefano Bonaccini a governatore. E chi ti invitano?

Ma proprio lo “sgombrino” che – come tutti i pesci poco esperti e un po’ presuntuosi – ha abboccato subito: «Portiamo quella piazza che abbiamo creato a Modena a votare il 26 gennaio, e a votare per chi fino ad oggi ha governato». Un vero e proprio spot elettorale pro-Bonaccini, pro sinistra e contro Salvini quello che Jamal Hussein, referente modenese delle sardine, ha lanciato davanti ai maggiorenti dem. Lo scoop del quotidiano modenese La Pressa, diretto da Giuseppe Leonelli, non lascia spazio a interpretazioni: «Scarpe firmate, look ricercato, le giovani sardine modenesi, dichiaratamente di sinistra, hanno i posti in prima fila, e salgono sul palco per primi per osannare Bonaccini ed il lavoro da lui fatto».

Poi è il turno del referente Hussein, che attacca Salvini ed invita a votare il 26 gennaio, per chi lo contrasta.

Ma non erano non schierate? Ma non erano libere e belle? E non erano la reincarnazione dei primi cristiani nelle catacombe che usavano il simbolo del pesce per raffigurare in incognito Gesù Cristo Figlio di Dio, Salvatore, secondo la personale vulgata del gesuita à la page padre Sorge?

Dove è finita dunque la divisione tra i buoni della piazza e i cattivi leghisti calati giù come salmoni grassi dai fiumi del nord? Sarà mica che è finita quando Bonaccini o chi per lui, ha tirato le somme e “incassato” il successo politico e gratuito dei disobbedienti di piazza? E adesso chi lo dice a Giuliano Ferrara? E ai Mentana?

Sentite il sardinopensiero di Hussein come è libero da condizionamenti: «Il 26 gennaio ci sarà da fare una scelta. Da una parte c'è Stefano Bonaccini che ha svolto un lavoro importantissimo che ha posto l'Emilia Romagna ai primi posti in Europa e dobbiamo continuare a fare tanto. Dall'altra parte c'è la Borgonzoni, un candidato fantasma ed un centro destra populista che sfrutta questa ondata di odio nel nostro paese, per dividerci e per riportarci ai tempi dei longobardi». Segue la retorica dello studente accolto dall’Emilia rossa e democratica.

E adesso chi lo dice a Repubblica? Adesso che la sardina capo branco Mattia Santori sta facendo la sua personale carriera tv a dire che Bibbiano non è il problema. Che poi, le avrà mai lette lui le 227 pagine dell’ordinanza del gip sul sistema Val d’Enza? E adesso chi lo dice ai Giannini? Ai Saviano?

Chi lo dice che le sardine sono scese in piazza contro chi non governa e ora tirano la volata a chi governa? Chi glielo dice che questo è tipico dei regimi e non dei mari pescosi dove il più forte e furbo scappa all’amo e il più stolto e ambizioso rimane impigliato nella rete?

Ma sta a vedere che adesso anche le sardine si divideranno: quelle che proveranno a marcare una purezza, ma ormai senza credibilità, rispetto agli abboccamenti della politica e quelle che invece monetizzeranno l’impegno con un qualcosa di concreto fornito dal partitone rosso o da chi per esso. Che poi, è la differenza tra l’essere surgelati e l’essere inscatolati. Che brutta fine fanno le sardine…