In Siria un musulmano muore per salvare dei cristiani
Era un agente di polizia ed è stato ucciso da un jihadista che stava per compiere un attentato dinamitardo
Ad Aleppo, in Siria, la notte di Capodanno è stato sventato un attentato a una chiesa. Un terrorista affiliato allo Stato Islamico è stato notato e fermato a un posto di blocco nel quartiere di Bab al-Faraj da un agente di polizia, Mohamed Massat. Alla richiesta di mostrare i documenti l’uomo, vistosi scoperto, ha aperto il fuoco uccidendo l’agente. Poi si è fatto esplodere ferendo altri due agenti accorsi in aiuto. Mohamed Massat era musulmano e dieci giorni prima era diventato padre di una bambina. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente e, anche grazie alle reti social locali, ne è stato celebrato il coraggio in tutto il paese. Il suo sacrificio ha impedito un attentato e salvato la vita di tanti cristiani. Si pone giustamente l’accento sul fatto che sia musulmano: un dei, per fortuna tanti, musulmani che non condividono il progetto di jihad. Dalle informazioni raccolte dai servizi segreti, lo Stato Islamico (Isis, Daesh) si preparava a compiere in Siria diversi attacchi suicidi la notte di Capodanno, mirando a chiese e luoghi affollati. Sono stati sventati grazie a un monitoraggio accurato degli spostamenti delle cellule jihadiste e a un notevole rafforzamento delle misure di sicurezza. Al funerale di Mohamed Massat hanno partecipato molte persone. Le autorità hanno sottolineato l’importanza del suo sacrificio, il suo esempio ai siriani di ogni fede e appartenenza etnica. Condoglianze sono pervenute alla sua famiglia dal Ministero dell’interno. Nel 2011, prima dell’inizio della guerra, i cristiani in Siria erano più di 1,5 milioni. Oggi ne restano circa 250.000 e altri continuano a lasciare il paese anche adesso, sotto la minaccia del jihad e incerti sul loro futuro adesso che, da oltre un anno, governa il paese Hayat Tahrir al Sham, il gruppo islamista che ha guidato l’offensiva contro il regime di Bashar al Assad alla fine del 2023. Ahmed al-Sharaa, il suo leader è stato nominato presidente ad interim lo scorso gennaio. Sostiene di aver abbandonato il jihad e di voler rappresentare tutta la popolazione nella sua diversità e nel rispetto delle sue varie componenti.


