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Anniversari

In ricordo delle suore uccise in Yemen il 4 marzo 2016

Insieme a 12 laici furono trucidate da jihadisti dell’Isis che attaccarono la loro Casa per Anziani di Aden

Il 4 marzo 2016 ad Aden, in Yemen, quattro suore Missionarie della Carità, l’ordine fondato da Madre Teresa, venivano uccise da un commando di jihadisti appartenenti all’Isis, lo Stato Islamico, che attaccarono la Casa per Anziani da loro gestita. Oltre alle quattro suore – Reginette e Margarita, rwandesi, Anselma, indiana, e Judith, kenyana – trucidarono anche 12 collaboratori laici di diverse nazionalità e religioni e rapirono don Tom Uzhunnalil, un sacerdote salesiano che fu rilasciato solo nel settembre del 2017. Tra i laici uccisi c’erano cinque giovani cristiani etiopi che, avendo visto arrivare i jihadisti, erano corsi ad avvisare le suore. I terroristi li legarono a degli alberi e li uccisero sparando loro alla testa. Stessa sorte toccò a quattro donne, tra cui la cuoca che aveva solo 15 anni, che li pregavano di non uccidere le sorelle. Queste, allertate, tentarono di scappare in direzioni diverse. Furono catturate a due a due. Uccisero anche loro a colpi di arma da fuoco e ne straziarono i corpi. Si salvò miracolosamente solo la madre superiora, sorella Sally, nascosta dietro la porta di una stanza in cui i jihadisti entrarono più di una volta senza vederla. La cercavano infatti, sapendo che le suore erano cinque. Per questo, dopo che se ne furono andati, la polizia insistette perché lei non rimanesse nella casa per continuare a prendersi cura dei malati. Si temeva infatti che i jihadisti sarebbero tornati a cercarla e ucciderla. I terroristi distrussero anche l’altare, una statua della Madonna, il tabernacolo, i libri di preghiere, la Bibbia e altri oggetti sacri. Le Missionarie della Carità sono in Yemen dal 1973 e nel 1992, su richiesta delle autorità locali, avevano aperto la casa ad Aden dove si prendevano cura di disabili e anziani. Erano amate dalla popolazione perché assistevano chiunque ne avesse bisogno senza distinzione di religione o nazionalità. Monsignor Paolo Martinelli, Vicario apostolico dell’Arabia Meridionale, in ricordo delle suore e delle altre vittime ha celebrato una messa nella cattedrale di San Giuseppe di Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti. “Celebrare questo anniversario in un momento in cui l’intera regione del Golfo sta attraversando un grave conflitto – ha detto monsignor Martinelli durante l’omelia – è fonte di speranza. Le Suore Missionarie della Carità hanno donato la loro vita e alcune di loro sono ancora presenti oggi in Yemen, servendo i più poveri senza distinzioni, testimoniando la carità di Cristo che supera ogni barriera. Guardando a loro, ci sentiamo incoraggiati a essere, in questa terra, costruttori di pace”. La loro testimonianza – ha aggiunto – “continua ad alimentare la vita della nostra Chiesa e ci stimola a vivere la nostra fede ogni giorno con gioia e impegno. Come scrisse monsignor Paul Hinder poco dopo gli eventi del 2016: ‘imploriamo le quattro martiri di intercedere per lo Yemen e per tutto il Medio Oriente, affinché venga la pace e cessi la violenza’”.