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PASQUA

Il Papa: «Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace!»

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Accorato appello di papa Leone XIV per il messaggio Urbi et Orbi al termine della Messa di Pasqua. Annunciata per sabato 11 aprile una veglia per la pace. E nell'omelia si è augurato che dove «aleggia ancora lo spettro della morte possa splendere la luce della vita».
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Ecclesia 06_04_2026

Prima domenica di Pasqua, da Papa per Robert Francis Prevost. Il Papa ha celebrato la messa sul sagrato della basilica di San Pietro e nell’omelia ha detto che «l’annuncio pasquale abbraccia il mistero della nostra vita e il destino della storia e ci raggiunge fin dentro gli abissi della morte». 

«La morte è stata vinta per sempre, la morte non ha più potere su di noi», ha affermato il Papa nella messa pasquale spiegando che questo è un «messaggio non sempre facile da accogliere, una promessa che facciamo fatica ad accogliere, perché il potere della morte ci minaccia sempre, dentro e fuori».

Con parole quantomai attuali, Leone XIV ha detto che vediamo la morte presente «per la violenza della guerra che uccide e distrugge». E Prevost ha citato anche il suo predecessore Francesco e l’esortazione apostolica Evangelii gaudium in cui era scritto che la Resurrezione di Cristo «non è una cosa del passato». Leone si è augurato che dove «aleggia ancora lo spettro della morte possa splendere la luce della vita», concludendo con la preghiera che «Cristo, nostra Pasqua, ci benedica e doni la sua pace al mondo intero».

Al termine della funzione, davanti a 50.000 fedeli, il Papa è salito sulla loggia centrale della basilica per il tradizionale messaggio pasquale e la benedizione Urbi et Orbi. Prima in piazza c’è stata l’esecuzione degli inni della Città del Vaticano e della Repubblica italiana. Nel suo messaggio Leone ha chiesto che «in questo giorno di festa, abbandoniamo ogni volontà di contesa, di dominio e di potere, e imploriamo il Signore che doni la sua pace al mondo funestato dalle guerre e segnato dall'odio e dall'indifferenza che ci fanno sentire impotenti di fronte al male».

Come prevedibile, il tema della guerra è stato centrale.  «Chi ha in mano armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare guerre, scelga la pace! Non una pace perseguita con la forza, ma con il dialogo! Non con la volontà di dominare l'altro, ma di incontrarlo», l’appello accorato del Pontefice.

Un grido che si sentirà anche il prossimo 11 aprile nella veglia per la pace annunciata proprio ieri da Prevost. Poi gli auguri in 10 lingue e il canto del Regina Coeli in latino. Impartita la benedizione, Leone non ha deluso i fedeli presenti e ha fatto un giro in papamobile non solo in Piazza San Pietro ma fino a via della Conciliazione. Oggi in occasione del lunedì dell’Angelo il Papa di nuovo è atteso per la recita del Regina Coeli. 

 



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