a cura di Anna Bono
  • America Latina e Caraibi

I venezuelani fuggiti all’estero sono 4,5 milioni

Quella dei profughi in fuga dal Venezuela a causa della situazione creatasi nel paese è la peggiore crisi umanitaria nella storia recente della regione. Il numero degli espatriati ha raggiunto i 4,5 milioni e  l’80% di essi, circa 3,7 milioni, si sono spostati in altri paesi dell’America Latina e dei Caraibi. La Colombia ospita il maggior numero di rifugiati ed emigranti venezuelani, per un totale di 1,4 milioni. Seguono il Perù, con 860.000, il Cile, 371.000, l’Ecuador, 330.000, e il Brasile, 212.000. Migliaia di esuli viaggiano a piedi, molti senza neanche sapere dove andare. Molti sono soli, hanno perso contatto con famigliari e persone care. Altri sono in viaggio per riunirsi a parenti e amici partiti prima di loro. C’è chi viaggia via terra, chi usa l’aereo e chi in numero crescente si imbarca per compiere brevi traversate e raggiungere le vicine isole dei Caraibi. Molti sono partiti senza documenti e finiscono nelle mani di contrabbandieri e trafficanti di uomini. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati e altri partner umanitari aiutano i governi ospiti distribuendo generi di prima necessità, fornendo alloggio temporaneo, cibo e assistenza sanitaria, opportunità di lavoro, servizi di registrazione e altri aiuti. Governi e popolazioni continuano a dimostrare una certa solidarietà con i Venezuelani, per lo più permettono che transitino e si muovano liberamente, ne consentono l’accesso ai servizi sociali e l’inserimento nelle comunità e nelle economie locali, ma la capacità di ricezione e aiuto sia da parte delle istituzioni governative che delle comunità ha ormai raggiunto il limite anche perché i profughi tendono a concentrarsi in certe regioni e si ammassano in determinati punti di frontiera. In Brasile, ad esempio, il maggior numero di arrivi è stato registrato nello stato del Roraima, e in Colombia la maggior parte dei venezuelani sono a Cucuta. Il 28 e 29 ottobre Oim, Unhcr e Unione Europea hanno organizzato una Conferenza internazionale di solidarietà allo scopo di sensibilizzare soggetti privati e pubblici per coordinare una risposta regionale e sollecitare una maggiore cooperazione internazionale tecnica e finanziaria con la regione.