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Isis

Gli al Shabaab uccidono 11 cristiani in Mozambico

I jihadisti affiliati all’Isis hanno attaccato un villaggio, hanno individuato i cristiani in base al nome e li hanno uccisi

 

11 cristiani sono stati uccisi dai jihadisti al Shabaab nel villaggio di Naquitengue, nel nord del Mozambico, lo scorso 15 settembre. A darne notizia è il missionario dei Fratelli Poveri di Gesù Cristo, fra Boaventura, che da tempo opera nella regione settentrionale di Cabo Delgado dove i jihadisti imperversano dal 2017. “I terroristi – ha raccontato il missionario – sono arrivati nel pomeriggio, hanno radunato gli abitanti del villaggio. Hanno diviso i musulmani dai cristiani in base al nome e poi hanno aperto il fuoco sul gruppo dei cristiani crivellandoli di colpi”. Molti feriti, dopo la partenza dei jihadisti, si sono rifugiati nella vicina foresta. Le vittime potrebbero essere molte di più. L’attacco è stato rivendicato il 17 settembre dagli al Shabaab con un comunicato nel quale confermano l’uccisione di 11 cristiani. Secondo Aiuto alla Chiesa che soffre, informata del massacro da fra Boaventura, si ha notizia anche di case incendiate e proprietà distrutte.

Gli al Shabaab sono affiliati all’Isis, lo Stato Islamico, e fanno parte insieme agli Adf, un gruppo jihadista originario dell’Uganda, ma insediato da anni nella Repubblica democratica del Congo, della Provincia dell’Africa centrale dell’Isis. Ad agosto il loro leader fin dal 2017, Bonomade Machude Omar, è stato ucciso insieme a due comandanti superiori del gruppo durante uno scontro a fuoco con militari mozambicani, truppe rwandesi e truppe della missione sudafricana Samin, inviate nei mesi scorsi a sostegno del paese nella lotta ai jihadisti. È possibile che l’azione sia dimostrativa, la prova che nonostante la perdita del loro capo il gruppo è ancora in grado di continuare la lotta armata.