a cura di Anna Bono
  • Algeria

Dura replica dell’Algeria alle accuse di aver deportato migliaia di emigranti illegali

 

L’Algeria ha accusato le organizzazioni non governative “pro-emigranti” di condurre contro il paese una campagna denigratoria. Gli organizzatori della campagna “Siamo tutti emigranti”, lanciata a metà del mese di maggio, affermano che il governo algerino opera arresti arbitrari di emigranti sub-sahariani, seguiti da espulsioni di massa. Anche l’Organizzazione internazionale per le migrazioni di recente ha accusato l’Algeria di aver portato a forza migliaia di emigranti illegali al confine con il Niger, lasciandoli nel deserto senza assistenza e ordinando loro di raggiungere la più vicina città di frontiera. Il governo algerino aveva replicato che l’espulsione degli immigrati irregolari è necessaria per motivi di ordine pubblico,  serve a prevenire insicurezza e terrorismo. Alle organizzazioni non governative il ministro degli esteri Abdelkader Messahel ha risposto respingendo ogni accusa. “L’Algeria – ha detto – da molte settimane è oggetto di una campagna orchestrata da alcune organizzazioni non governative che la accusano falsamente di venir meno ai propri obblighi internazionali in termini di solidarietà, assistenza e accoglienza nei confronti degli emigranti sub-sahariani”. I rimpatri degli immigrati illegali, ha dichiarato, vengono decisi in seguito a consultazioni con i loro paesi di origine e nel pieno rispetto dei diritti umani e della dignità della persona. “L’Algeria respinge con forza queste gravi accuse – ha aggiunto il ministro – che mirano evidentemente a danneggiare la sua immagine e i suoi rapporti con i vicini stati del sud, quando invece il paese gode di forti legami con essi, basati sulla fratellanza, il reciproco rispetto, la solidarietà e la condivisione di un comune destino. L’Algeria ha adottato misure legali, in conformità con i propri obblighi internazionali, per garantire la sicurezza e il benessere sia dei cittadini algerini che degli stranieri che si trovano nel paese”.