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Covid, perché Texas e Florida non fanno più notizia

Ci sono Paesi e regioni del mondo di cui si sente parlare moltissimo, per il loro elevato livello di contagio. Vengono citati come esempi negativi, da non seguire, di politica anti-pandemica, poi improvvisamente scompaiono dal radar dei nostri giornali e telegiornali. Perché il contagio cala. Adesso, ad esempio, tocca a Texas e Florida. 

Mappa del CDC sul contagio negli Usa

Ci sono Paesi e regioni del mondo di cui si sente parlare moltissimo, per il loro elevato livello di contagio. Vengono citati come esempi negativi, da non seguire, di politica anti-pandemica, poi improvvisamente scompaiono dal radar dei nostri giornali e telegiornali. È toccato alla Svezia, in tempi più recenti anche all’India e al Regno Unito. Gli ultimi casi di “scomparsa” sono gli Stati di Florida e Texas, nel Sud degli Stati Uniti. C’è una causa comune a tutti per la loro scomparsa dai radar mediatici: l’ondata è passata e ora presentano tassi di contagio contenuti.

Florida e Texas facevano notizia perché erano investiti dalla variante Delta, con un alto tasso di contagi, l’estate scorsa. E soprattutto perché hanno governatori repubblicani ben poco inclini a compromessi e contrari ad ogni obbligo vaccinale, diretto e indiretto: rispettivamente Ron De Santis (detto “Death Santis” dai detrattori che lo accusano di aver male amministrato la campagna anti-Covid) e Greg Abbott. Erano contrari al lockdown, ora lo sono anche del lasciapassare vaccinale e dell’obbligo di vaccinazione. La tendenza che ci si sarebbe dovuti attendere era quella di una crescita dei casi di Covid e di conseguenza anche dei morti, superiore rispetto a quella degli altri Stati. Invece, da settembre, i contagi hanno incominciato a registrare un drastico calo. In compenso, con l’arrivo dell’autunno, è iniziata la crescita dei casi in tutti gli altri Stati, compresi quelli più “virtuosi” del Nordest in cui la maggior percentuale della popolazione si è vaccinata nei mesi scorsi.

I dati sono pubblici e vengono registrati, giorno per giorno, contea per contea, dal Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Cdc). Nella mappa aggiornata al 19 novembre del Centro, possiamo vedere che quasi tutte le contee della Florida, sono ormai di colore giallo, dunque un moderato livello di contagio, dunque da 10 a 49 casi ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana, anche tenendo conto della percentuale di casi positivi rispetto ai tamponi effettuati. Una minoranza di contee è addirittura di colore azzurro, cioè un basso livello di contagio (meno di 10 casi ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana), un’altra minoranza di color arancio (medio livello di contagio, da 50 a 99 casi su 100mila abitanti) e solo una contea, quella di Monroe, registra un alto tasso di contagio (123 casi ogni 100mila abitanti). Andiamo ora in Texas, dove la situazione non è così rosea come in Florida. Le contee nel Nord e nell’Ovest sono ancora rosse (alto livello di contagio). Nell’Est e nel Sud prevalgono quelle gialle e quelle meno popolate sono blu. In ogni caso: è già meglio della media degli altri Stati americani, dove prevale un alto livello di contagio in quasi tutte le contee.

La spaccatura è ora abbastanza netta nel Paese, con un Sud che registra bassi livelli di contagio e un Nord alti livelli di contagio. Le “maglie nere dell’estate”, dunque Texas e Florida, ma anche Alabama, Louisiana, Georgia, Mississippi, sono ora le regioni più sicure. Eppure hanno percentuali di copertura vaccinale decisamente inferiori rispetto agli Stati più “virtuosi”. La Florida è nella media, con il 61% della popolazione completamente vaccinata (è al 21mo posto su 50 Stati), il Texas un po’ meno della media nazionale con il 54,2% della popolazione vaccinata (27mo posto su 50 Stati). Gli altri Stati che ora registrano un minor contagio sono addirittura i fanalini di coda: Louisiana (48,4% di copertura, al 45mo posto), Mississippi (46,6% al 47mo posto), Alabama (45,6% al 48mo posto). Dovrebbero essere, secondo la logica prevalente, tuttora le più esposte al contagio. Invece…

Invece la pandemia di Covid dimostra di seguire dinamiche che all’uomo sfuggono ancora. In questo caso non si può neppure prendere la scusa del clima: negli Stati più caldi (la Florida ha un clima tropicale) e nella stagione più calda, la variante Delta ha fatto strage, per poi ritirarsi più a Nord e contagiare gli Stati più freddi. Le ondate arrivano, passano e vanno, ignorando le differenze fra Stati che praticano il lockdown e altri che non lo vogliono, fra le popolazioni più vaccinate e quelle meno vaccinate, fra le amministrazioni democratiche e quelle repubblicane. Non abbiamo ancora capito cosa voglia questo coronavirus da noi. Ma sappiamo, in compenso, che le chiusure fanno male alla società e all’economia. La maggior ripresa, in termini di posti di lavoro recuperato e livelli di produzione, è proprio in Texas e Florida, che stanno trainando la ricostruzione. Sappiamo anche che i vaccini riducono il tasso di mortalità, specialmente se assunti dalle persone più a rischio di morire di Covid. Ma questa è l’ennesima dimostrazione che, anche dopo una campagna vaccinale ossessiva (con obblighi, penali e minacce ai non vaccinati), la diffusione del contagio non cambia. Quando ci libereremo, dunque, di questo superstizioso obiettivo del “Covid 0” che è quello che ci ha fatto chiudere tutti in casa e lo stesso nel nome del quale oggi si rende obbligatorio il Green Pass o direttamente il vaccino?

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