• INTERVISTA / JOSEPHINE MAIETTA

Columbus Day: meno proteste, più orgoglio italiano

Nel 2022, il 12 ottobre da noi, si è celebrato l’anniversario della scoperta dell’America. Un Columbus Day a cifra tonda: il 530mo. Lieto evento da sempre, negli ultimi anni è diventato oggetto di pesanti contestazioni. Ma quest'anno autorità e pubblico hanno riconosciuto maggiormente il suo valore. Parla Josephine Maietta, presidente Aiae.

La parata del Columbus Day a New York

Nel 2022, il 12 ottobre da noi, si è celebrato l’anniversario della scoperta dell’America. Un Columbus Day a cifra tonda: il 530mo.

Si dava per scontato che fosse una commemorazione di un lieto evento, un orgoglio sia per gli scopritori (italiani) sia per gli scoperti (americani). Ma il Columbus Day, che negli Usa si celebra in una data mobile, il secondo lunedì di ottobre, è diventata negli ultimi decenni anche fonte di innumerevoli polemiche. Perché la scoperta delle Americhe, in una prospettiva indigenista, fa rima con colonizzazione ed anche genocidio. Dalle aule dell’università di Berkeley (San Francisco) nei primi anni Novanta, fino alle piazze di Black Lives Matter nel 2020, Cristoforo Colombo, le sue statue, la sua memorie, sono state vittime della cancel culture. Molti monumenti sono stati abbattuti, o per il vandalismo dei manifestanti, o a seguito di atti amministrativi di giunte solidali con il movimento antirazzista.

La Nuova Bussola Quotidiana ne ha parlato con Josephine Maietta (nella foto), presidente dell’Association of Italian American Educators (Aiae), chiedendole, prima di tutto perché, negli Usa, non si celebra il giorno della scoperta dell’America il 12 ottobre, ma in una data mobile, cosa che ci confonde sempre quando dobbiamo fare gli auguri a un amico d’oltre oceano.

Professoressa Maietta, come mai non si celebra in una data fissa l'anniversario, nemmeno quest’anno che “fa cifra tonda”?
Sono 530 anni dalla scoperta del nuovo mondo da parte di Cristoforo Colombo, sono 88 anni da quando il nel 1934 e Congresso degli Stati Uniti ha indetto la Giornata dedicata a Colombo, disponendo che si tenga il secondo lunedì di ottobre, il più vicino al 12 di ottobre. Le motivazioni sono probabilmente organizzative, legando la ricorrenza immediatamente dopo la festività domenicale. Dal 1929 è poi nata la famosa Parata del Columbus Day, ad opera di un imprenditore italiano, Generoso Pope. Nei primi anni la sfilata partiva da Harlem per finire al monumento a Colombo, al Columbus Circle. Successivamente il percorso fu stato spostato sulla Quinta Avenue.

L'11 ottobre si celebra anche la Giornata dei Popoli Indigeni, non si rischia una contrapposizione (oltre che una sovrapposizione) fra le due celebrazioni?
Le due giornate sono entrambe legittime e giuste e non dovrebbero assolutamente confliggere. Come da un lato si ricorda il valore della scoperta dell'America e i meriti di Cristoforo Colombo, nell'altra giornata è legittimo ricordare il massacro dei nativi e delle popolazioni indigene e delle loro culture, per farne memoria e per ricercarne storicamente le responsabilità. Non certo nel modo irrazionale e assurdo che addossa a Colombo la responsabilità di un genocidio iniziato oltre tre secoli dopo. Un vero impegno culturale sarebbe necessario per definire con nettezza i fatti storici, è sempre l'ignoranza a procurare i danni della cancel culture.

Quest’anno si sono riproposte le stesse polemiche della cancel culture contro il “suprematismo” o è vera la sensazione, che la situazione si sia calmata molto?
In effetti quest'anno non si sono manifestate, almeno non con la virulenza degli anni scorsi, contestazioni verso il Columbus Day. Che non è affatto una manifestazione "suprematista", ma solo un modo per affermare il ruolo e il contributo dell'immigrazione italiana nella storia degli Stati Uniti. Un contributo importante nella crescita del paese, dal punto di vista sociale, economico e culturale. Una storia di sofferenze e pregiudizi, quella che ha accompagnato gli immigrati italiani, ma che ha saputo riscattarsi e affermarsi grazie al talento e al valore degli italoamericani, dimostrato in ogni campo. Una storia lontana anni luce dal “suprematismo”.

A New York, il sindaco Bill De Blasio si era opposto, nel 2020, alla rimozione della statua nel Columbus Circle, ma ha suggerito semmai di erigere un altro monumento che la "ponesse nel giusto contesto". Con il nuovo sindaco, come procede la questione a New York?
Sì, ci sono stati fatti deplorevoli sulle statue dedicate a Colombo, sempre derivanti da un'insufficiente e talvolta distorta conoscenza della storia. Sul monumento del Columbus Circle e sull'eventuale spostamento ci sono state polemiche sulle dichiarazioni del sindaco Bill DeBlasio, da parte della comunità italiana, anche in ragione delle sue origini italiane. Una proposta un po' pilatesca, quella di immaginare una sistemazione del monumento in un luogo diverso, probabilmente fatta per compiacere l'elettorato di colore. D'altronde, se c'è un movimento di contestazione contro l'attuale luogo monumentale, non accadrebbe lo stesso in altro luogo? Il nuovo sindaco Eric Adams, a Gracie Mansion, alla festa dedicata alle celebrazioni per il Mese della Cultura Italiana, ha manifestato il suo supporto a continuare le celebrazioni di Colombo. Ha capito quanto è importante per noi Italo Americani mantenere il simbolo del navigatore genovese.

Il Columbus Day è sempre stata una festa degli italiani d'America. Ma quanto è sentita dagli altri americani di altra provenienza?
Il Columbus Day è la festa degli italiani d'America, è la più importante manifestazione dell'orgoglio italiano riguardo a quanto gli immigrati italiani hanno dato al Paese che hanno contribuito a rendere grande e dove hanno realizzato il loro sogno di riscatto. Le altre comunità guardano il Columbus Day con una qualche ammirazione e un certo interesse, se è vero che gli immigrati dai Paesi ispanici lo hanno preso a modello per la loro manifestazione, celebrata la domenica antecedente al Columbus Day. In ogni modo il Columbus Day è giornata per tutti di riflessione, oltre che di festa. Si tende talvolta ad osservare l'aspetto ludico e spettacolare, piuttosto che il significato più autentico.

Nei testi scolastici come viene letta la storia della scoperta dell'America da parte di Colombo? La "cancel culture" ha un peso anche sull'istruzione?
Sui testi scolastici e nelle scuole la scoperta dell'America viene letta per quel che è, come un fatto storico rilevante. C'è tuttavia l'esigenza, e questo è il mio parere, che proprio osservando quanto va accadendo e questa propensione a cambiare la storia a piacimento, che necessiti uno sforzo nei programmi scolastici per l'approfondimento storico e culturale della storia degli Stati Uniti, partendo da Colombo fino ai nostri giorni. Facendo quando occorre, e certamente occorre, i conti con la propria storia, la storia americana, sulle responsabilità riguardo ai Nativi e alle popolazioni indigene. Rileggere la propria storia significa anche aprire un dialogo franco con i Nativi che aiuti a sgombrare il campo da rancori e rivalse, aprendosi ad una collaborazione vera che valorizzi le diversità delle culture e le faccia apprezzare come una risorsa culturale. La scuola avrebbe una grande missione in questo senso, unitamente alle istituzioni. 

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