a cura di Riccardo Cascioli
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Clima. I 467 effetti negativi del global warming antropico!

Che l’umanità sia disposta entro pochissimi anni cambiare radicalmente modo di vivere tornando ad attività produttive e stili di vita in pratica simili a quelli preindustriali è realisticamente molto improbabile.  Al contrario miliardi di persone in Asia e Africa aspirano agli attuali livelli di benessere dei ceti medi occidentali. Quindi se fosse in atto davvero un aumento della temperatura sulla Terra dovuto all’azione antropica, l’umanità sarebbe condannata, almeno stando a certe previsioni. Ad esempio, degli studiosi dell’Università delle Hawaii hanno individuato 467 effetti negativi dei cambiamenti del clima, tra cui decessi e malattie causati da inondazioni, incendi e ondate di calore, distruzione di infrastrutture per effetto di eventi estremi, aumento del livello delle acque, perdita di posti di lavoro, diminuzione della produttività, crisi del turismo, acidificazione dei mari, deforestazione… Secondo loro una persona su tre rischia di morire per le ondate di calore e metà della popolazione mondiale entro fine secolo sarà esposta a tre rischi simultanei prodotti dai cambiamenti climatici. Uno dei rimedi suggeriti in questa “corsa contro il tempo” è piantare alberi, a miliardi. L’Irlanda ad esempio intende piantarne 440 milioni entro il 2040, ma incontra a quanto pare l’opposizione della categoria degli agricoltori recalcitranti a perdere terreni coltivati per la realizzazione del progetto. L’Australia pare abbia finanziato un piano che prevede la messa a dimora di oltre un miliardo di alberi entro il 2050. La Cina ha destinato 60.000 militari all’incarico di piantare alberi. In Colombia, a Medellin, secondo la pagina web greenMe aver creato dei corridoi verdi – in sostanza viali alberati, parchi e giardini – ha permesso di ridurre la temperatura in città di 2 gradi centigradi e di 3 in certi quartieri. A Milano, sempre secondo greenMe, il progetto è di piantare tre milioni di alberi entro il 2030, uno per abitante, e coprire di verde i tetti piantumando in totale un’area pari a 13 milioni di mq. Quest’ultima idea contrasta con quella appena avanzata dalla Global Commission on Adaptation che invece propone di dipingere i tetti di bianco.