a cura di Riccardo Cascioli
  • COVID-19

Basta lockdown, il virus non si combatte così

“Crediamo che l’unico caso in cui il lockdown è giustificato sia per prendere tempo per riorganizzare e ribilanciare le risorse, e proteggere il personale sanitario stremato. Per questo ci rivolgiamo con forza a tutti i leader del mondo: smettete di usare il lockdown come metodo principale di controllo”. A dirlo è il dottor David Nabarro, inviato speciale  dell’Oms per il COVID-19, intervistato dal giornalista del quotidiano britannico “The Spectator” Andrew Neil l’11 ottobre. Il lockdown, ha aggiunto, “ferma il virus, ma non lo elimina”. Le dichiarazioni del dottor Nabarro seguono di pochi giorni il lancio della Great Barrington Declaration, una petizione firmata da professori, medici, epidemiologi, scienziati di tutto il mondo contro i lockdown generalizzati. “In qualità di epidemiologi delle malattie infettive e di scienziati della salute pubblica siamo molto preoccupati per gli effetti dannosi sulla salute fisica e mentale causati dalle politiche prevalentemente adottate dai governi in materia di COVID-19”. Così inizia la petizione che raccomanda di adottare invece un metodo che i firmatari hanno chiamato Protezione mirata: “il modo più caritatevole, che equilibra i rischi e i benefici di raggiungere l’immunità di gregge, è consentire a chi corre un rischio minimo di vivere normalmente per acquisire l’immunità al virus tramite l’infezione naturale mentre nel frattempo si proteggono bene le persone più fragili, a rischio elevato”. La petizione è già stata firmata da oltre 6.500 persone. L’inviato dell’Oms da parte sua sostiene che le misure da adottare sono una accurata igiene personale, l’individuazione dei contatti e l’isolamento se ci si ammala”. Inoltre si preoccupa delle reazioni delle persone di cui si limitano le libertà: “troppe restrizioni compromettono i mezzi di sussistenza e provocano risentimento”.