• RIVOLTA CONTRO MADURO

    Juan Guaidó si proclama presidente del Venezuela

    Juan Guaidó è il presidente ad interim del Venezuela. Non è solo una dichiarazione unilaterale dell’opposizione democratica al presidente Nicolas Maduro. Ormai è un presidente riconosciuto dalla maggioranza degli Stati americani, a partire dagli Usa. I vescovi venezuelani si schierano al fianco dei democratici. Maduro comunque non molla

    • TERZOMONDISMO DI RITORNO

    Non dar la colpa alla Francia per gli errori dell'Africa

    Mezza Italia si è convinta che le ex colonie francesi in Africa non sono affatto indipendenti. Un grave errore concettuale. Il problema è che la contestazione anti-francese è arrivata al governo e ha provocato un incidente internazionale. Meglio spiegare cosa è realmente il franco CFA e come sono organizzate le ex colonie francesi in Africa. 

    • AFGHANISTAN

    Afghanistan, i Talebani attaccano prima di trattare

    Attentato talebano contro una base dell’intelligence di Kabul nella provincia centrale di Maidan Wardak. Almeno 65 i militari uccisi. Gli attacchi talebani aumentano dopo l'annuncio del parziale ritiro degli Usa dall'Afghanistan e della trattativa di pace fra insorti e statunitensi. Colpiscono duro per avere una posizione di forza nel negoziato.

    • NAZIONI

    Irlanda del Nord: sotto l'Ue i nazionalismi non crepano

    Un’autobomba a Derry (Londonderry) in Irlanda del Nord. Nessun morto, ma tanta paura per un conflitto che potrebbe scoppiare di nuovo, se non venisse raggiunto un accordo sulla Brexit. La dimostrazione che solo l'appartenenza all'Ue porta la pace? Niente affatto: è una delle tante crisi nazionali che continuano, sotto la coltre dell'Ue. 

    • USA-RUSSIA

    Il prossimo ritorno della tensione nucleare in Europa

    La diplomazia di Usa e Russia ci ha portato con la macchina del tempo indietro di almeno 31 anni. Era l’8 dicembre 1987 quando si chiudeva, con il Trattato Inf, l'epoca della minaccia di distruzione nucleare reciproca in Europa. Oggi i russi sono accusati di violare il Trattato e gli Usa minacciano di ritirarsi, già dal 2 febbraio.

    • 50 MILIONI AI RIFUGIATI

    Qatar generoso coi profughi, ma per addestrare jihadisti

    50 milioni di dollari stanno per giungere dal Qatar sotto forma di aiuti umanitari per i rifugiati nei campi di accoglienza basati in Turchia, Libano e Giordania, e gli sfollati in territorio siriano. Ma attenzione, il pericolo è che il regime di Doha utilizzi la donazione per formare una nuova generazione di jihadisti e militanti della Fratellanza Musulmana. 

    • IMMIGRAZIONE

    L'isola degli indesiderati, una soluzione danese

    Nota per essere progressista e molto tollerante, la Danimarca, sotto la guida del governo Rasmussen, ha adottato una politica molto dura sull'immigrazione. Gli stranieri condannati sul suolo danese, ma che non possono essere rimpatriati, verranno relegati sull'isola di Lindholm, in attesa di trovare un nuovo accordo per il rimpatrio.

    • TERRORISMO

    Attacco in Kenya, è la stessa jihad che sfida l'Europa

    L’attacco terroristico al Dusit Hotel di Nairobi del 15 gennaio è già stato quasi dimenticato. L'attenzione è maggiore quando i terroristi attaccano in Europa o negli Usa, dunque non ci si rende conto che è la stessa guerra dichiarata dall'islam jihadista. Quello del 15 gennaio è l'ultimo di una serie di attentati del jihadismo somalo.

    • ISLAM

    Rotterdam, la truffa dell'università islamica

    Doppia truffa: culturale e fiscale. Così è finita l'università (che università non era) islamica di Rotterdam, progetto multiculturale del 2001. E il suo rettore, Nedim Bahçekapılı, è sparito, ricercato dalla polizia con accuse pesantissime. Ancor peggio della frode fiscale, resta quella culturale, perché a lezione si faceva propaganda.

    • MEDIO ORIENTE

    Usa e Turchia, accordo sulla Siria. Pagheranno i curdi

    Malgrado l'ammonimento ad Ankara di non approfittare del ritiro Usa dalla Siria per attaccare i curdi, il presidente Usa Trump ha raggiunto un accordo con il presidente turco Erdogan con la richiesta di una zona di sicurezza di 30 km all'interno della Siria a protezione della Turchia. A farne le spese potrebbero essere i curdi.

    • REGNO UNITO

    Disastro per Theresa May, sulla Brexit è tutto da rifare

    Una batosta così, per un governo britannico in carica, non si era mai vista. Ieri pomeriggio, il governo conservatore di Theresa May, proponendo il suo piano per gestire un’uscita morbida dall’Unione Europea ha incassato il voto contrario di 432 parlamentari contro appena 202 favorevoli. Ora è veramente tutto da rifare. Oggi la May deve passare il voto di fiducia. Se vince (e stavolta ha i numeri per restare a galla) sarà di nuovo lei a dover tornare a Bruxelles a rinegoziare tutto. E ha tempo solo fino al 29 marzo. Se perde, i britannici torneranno al voto. E sarà il nuovo governo, probabilmente laburista, a decidere le sorti del rapporto fra Ue e Regno Unito. Nel frattempo si resta col fiato sospeso: si è aperto un nuovo capitolo, completamente imprevedibile, nella saga della Brexit iniziata nel 2016.

    • COSTA D'AVORIO

    Gbagbo assolto, flop della Corte Penale Internazionale

    Si conclude con un'assoluzione il primo processo della Corte Penale Internazionale (Cpi) a un ex capo di Stato africano: Laurent Gbagbo, ex presidente della Costa d'Avorio. Con la sua assoluzione si incrina ancor di più l'immagine della Cpi, costosa ma lenta e incapace di portare alla sbarra i criminali veri.