• AFRICA

    Congo, torna Ebola, ma i capi pensano al voto

    L’epidemia di Ebola scoppiata ad aprile nella provincia dell’Equatore, nella Repubblica democratica del Congo, è stata dichiarata sconfitta, ma due settimane dopo ne è esploca un'altra nel Nord Kivu. Il farmaco sperimentale dell'Oms funziona, ma careestia, infrastrutture carenti e guerriglia complicano le operazioni di vaccinazione. Intanto la politica pensa al voto dopo che la dinastia dei Kabila ha deciso di non ricandidarsi. 

    • EST EUROPA

    Romania, la rivolta della diaspora contro la corruzione

    In questo caldo fine settimana di metà agosto, i rumeni scendono in piazza. E' una delle proteste più drammatiche in un paese membro dell’Ue, negli ultimi tempi, con centinaia di feriti. A manifestare, contro la corruzione, sono soprattutto i rumeni della diaspora, gli espatriati. 

    • BARCELLONA

    Catalogna accogliente, una politica suicida

    Barcellona, con il suo sindaco Ada Colau, si distingue ancora come "città dell'accoglienza", stavolta degli emigranti dalla Libia che non approdano più in Italia. La politica catalana dell'accoglienza incontrollata, però, negli anni porta jihadismo e criminalità. E causa una perdita di identità.

    • SUD SUDAN

    Sud Sudan: le armi tacciono. E dopo la guerra si torna a casa

    Dopo cinque anni di violentissima guerra civile, nel Sud Sudan i due contendenti, Kiir e Machar, hanno firmato un accordo che potrebbe porre fine al conflitto, spartendosi cariche e posti di potere per sé e per le loro etnie (Dinka e Nuer). I due milioni di rifugiati sud sudanesi possono tornare.

    • GUERRE ECONOMICHE

    Sanzioni, l'arma scelta da Trump. Ora tocca alla Russia

    Gli Usa impongono nuove sanzioni anche alla Russia, per l'uso adi armi chimiche sul suolo britannico (per il tentativo di avvelenamento dell'ex agente Skripal). Ma la guerra economica funziona? E soprattutto, gli Usa possono permettersene così tante, dopo le sanzioni all'Iran e i dazi anti-Cina?

    • GUERRA ETNICA

    Myanmar, non solo Rohingya: Ta'ang nel mirino

    Un crimine orrendo, nel Myanmar: sei dottoresse di etnia Ta’ang, una minoranza che abita nel Nordest del paese, sono state barbaramente uccise dai militari. La vicenda accende il riflettore su una guerra dimenticata nella ex Birmania, oscurata anche dall’attenzione esclusiva dei media sulla tragedia dei Rohingya.

    • VENEZUELA

    Maduro, fu vero attentato? Tutti i dubbi sui droni

    In un paesi in cui non ci sono fonti indipendenti, anche l'attentato in diretta Tv al presidente Maduro diventa un mistero. Mancano immagini chiare, le versioni ufficiali sono discordanti. E però al regime serve, per passare dalla parte della vittima e nascondere i suoi disastri.

    • VENEZUELA

    Maduro da morire. Cronaca di uno strano attentato

    Venezuela: droni carichi di esplosivi provano a colpire il presidente Maduro, ma esplodono prima. Il capo di Stato bolivariano promette vendetta contro i nemici interni ed esterni, ma non si sa se è una messa in scena, oppure se è il gesto estremo di un dissidente in un paese disperato. 

    • NUCLEARE

    A Singapore fra Usa e Nord Corea son freddi sorrisi

    Lo scorso giugno, a Singapore, la storica stretta di mano fra Donald Trump e Kim Jong-un. In questi giorni, sempre a Singapore, ci sono meno sorrisi. Fra i sospetti che i nordcoreani stiano sistematicamente aggirando le sanzioni, il processo di pace continua. Ma senza illusioni. 

    • ISLAM

    Turchia, avanza la piaga dei matrimoni minorili

    Una percentuale sempre più preoccupanti di ragazzine abbandona precocemente la scuola. Sta cadendo l'ultimo baluardo della società laica turca: non solo l'educazione femminile, ma anche il divieto di matrimonio di minorenni. Con la "legge muftì" si può aggirare il codice civile.

    • CONTINENTE NERO

    Zimbabwe, il primo sanguinoso voto libero

    Il voto del 30 luglio in Zimbabwe, il primo senza Robert Mugabe (dopo 37 anni al potere) è segnato da nuove violenze. Riconfermato al potere il partito di Mugabe, lo Zanu-Pf, alla presidenza torna il presidente in carica Mnangagwa. E scoppia la protesta dell'opposizione.

    • LA DETENZIONE DI BRUNSON

    Usa contro Turchia, scontro sulla libertà religiosa

    Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a un altro paese della Nato: la Turchia. E lo hanno fatto per protesta contro una grave violazione dei diritti di un cittadino statunitense, oltre che della libertà di religione: la continua detenzione, a Smirne, del pastore protestante americano Andrew Brunson.