• CUBA

    Da Castro a Diaz Canel, tutto cambi perché nulla cambi

    A Cuba non c’è più un Castro al comando, per la prima volta dalla rivoluzione del 1959. Fidel è già morto, ma anche il fratello Raul, che lo aveva sostituito da dieci anni al vertice del regime comunista caraibico ha ceduto il potere al suo vicepresidente, Miguel Diaz Canel. Ma gli esuli sono scettici su qualsiasi ipotesi di cambiamento reale. 

    • TURCHIA ISLAMICA

    Erdogan anticipa il voto, per prendersi tutto il potere

    Elezioni anticipate in Turchia. Il presidente Recep Tayyip Erdogan si rimette in gioco con la nuova Costituzione. Sarà un unico “election day”: si voterà sia per il Parlamento che per la Presidenza. Oggi ha buona probabilità di prendere tutto il potere, perché, se dovesse attendere, già ci sono sintomi di logoramento politico ed economico.

    • CONTINENTE NERO

    Congo, una raccolta di aiuti (non richiesta) di Ue e Onu

    Il 13 aprile, a Ginevra, si è svolta una conferenza di donatori organizzata da Nazioni Unite e Unione Europea per raccogliere fondi da destinare alla Repubblica Democratica del Congo. Ma un paese la sta boicottando: la Repubblica Democratica del Congo.

    • UN PAESE FRAGILE

    Fratellanza o Haftar? Europa scegli con quale Libia stare

    Dopo la sciagurata guerra contro Gheddafi, la Libia sconta una fragilità etnico-politica senza precedenti; e nel caos la Fratellanza riesce sempre ad inserirsi in maniera più che efficace  l'Occidente deve scegliere con chi stare: con gli estremisti foraggiati dal Qatar oppure con la stabilità di un uomo forte come Haftar e con il quale studiare for collaborazione inter-mediterranea.

    • MISSILI

    Siria, più che un attacco si tratta di una messinscena

    Attacco missilistico sulla Siria di Assad, o messinscena? Molti elementi portano a pensare che si sia trattato solo di un'azione simbolica. Lo dimostra il fatto che ha preceduto (e non seguito) l'ispezione dell'Opac a Douma per verificare l'accusa ad Assad di attacco chimico. Vuol dire che non c'era alcuna "pistola fumante".

    • GUERRA INFINITA

    Siria, un simbolico "schiaffo" missilistico contro Assad

    L’attacco di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contro la Siria per punire l’uso di armi chimiche contro i civili da parte di Assad (ancora tutto da provare) è scattato questa notte e, come previsto, ha avuto un valore soprattutto simbolico.

    • TURCHIA

    La rivoluzione di Erdogan, un'epurazione continua

    Arrestati gli studenti che protestavano contro l'invasione turca di Afrin. Sospesi i deputati e cacciati gli intellettuali che osano parlare del genocidio degli armeni. Le leggi anti-terrorismo usate per arrestare veri e presunti dissidenti. Benvenuti nella Turchia di Erdogan, dove l'unica retorica ammessa è quella dell'educazione al "martirio".

    • GUERRA INFINITA

    Siria, ora sono diventati tutti temporeggiatori

    Dopo che un intervento militare punitivo appariva imminente, ora sulla Siria c'è cautela da parte di tutti. A partire proprio dal presidente Usa Donald Trump che getta acqua sul fuoco con altri tweet distensivi. Probabilmente perché non si trovano prove dell'attacco chimico. E perché colloqui diplomatici sono in corso, anche se discreti.

    • PENA DI MORTE

    Cina, la mattanza segreta dei dissidenti

    Il nuovo rapporto sulla pena capitale realizzato da Amnesty International e pubblicato con il titolo Condanne a morte ed esecuzioni nel 2017 è colmo di dati. Una notizia buona: le condanne a morte sono in calo. E una cattiva: non sappiamo nemmeno quante sentenze capitali siano state eseguite in Cina.

    • VENTI DI GUERRA

    Siria: il voltafaccia di Trump, l'irrilevanza di Roma

    Sempre più concreta la possibilità di un attacco americano in Siria, a cui la Russia promette di rispondere colpo su colpo. E se il cambiamento di Trump può essere motivato dal Russiagate in casa, l'Italia si distingue ancora per la totale irrilevanza.

    • GUERRA INFINITA

    Siria, tutti i rischi di un attacco occidentale

    Le motivazioni per scatenare attacchi americani e forse anche anglo-francesi contro Damasco appaiono deboli. Infatti non ci sono le prove che sia avvenuto realmente un attacco con armi chimiche a Douma. Inoltre, la massiccia presenza di batterie anti-aeree russe scoraggia un attacco su larga scala. Resta possibile un raid limitato.

    • UNGHERIA

    La vittoria di Orban, leader di un'Europa diversa

    Come era prevedibile, nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento ungherese, la coalizione di centrodestra guidata da Viktor Orban, ha vinto con un'ampia maggioranza. Come era prevedibile i mass media dell'Europa occidentale suonano le campane a lutto per la democrazia ungherese. Perché non ne capiscono le ragioni.