• DI MAIO E DINTORNI

    I grillini sono divisi. E dunque in buona compagnia

    Luigi Di Maio è il nuovo candidato premier e capo politico del M5S, come era scontato. Ma il Movimento è ancora diviso sulla sua concentrazione di poteri. Anche nel centrodestra e centrosinistra restano spaccature su leader e legge elettorale.

    • VERSO IL VOTO

    Rosatellum 2.0, tra Pd e FI torna aria di Nazareno

    Si chiama “Rosatellum 2.0” ed è il testo depositato in commissione Affari costituzionali della Camera. Forza Italia, Lega e Alternativa Popolare sono pronti a votarlo con il Pd. Ma i malumori albergano ovunque.

    • DI MAIO E NON SOLO

    Democrazia nei partiti, questa sconosciuta

    La designazione di Di Maio a candidato premier del M5S è avvenuta in modo non democratico. Ma chi ascolta i suoi elettori e militanti scagli la prima pietra: nessun partito è democratico al suo interno.

    • VENTOTENE

    Europa sì, ma non quella che vuole Scalfari

    L'editoriale di Scalfari su la Repubblica caldeggia un'Unione Europea in linea col manifesto di Ventotene, con un'unica politica finanziaria e un presidente eletto, indicato nella figura di Gerhard Schroeder, l'ex leader socialdemocratico tedesco. Che diverrebbe il padrone d'Europa, senza più limiti.

    • KERMESSE

    Tutti vogliono fare il premier: centrodestra diviso

    Stando ai sondaggi, il centrodestra unito sarebbe maggioranza nel Paese. Particolare non trascurabile: il centrodestra non è unito. Salvini aspira a fare il premier superando Forza Italia, dunque non vuole il listone. Al contrario, Berlusconi è disposto a governare anche assieme al Pd.

    • GIUSTIZIALISMO

    Riflettori spenti sul Di Pietro che si pente

    Antonio Di Pietro, protagonista della stagione di Mani Pulite, si è pentito di quel che ha fatto. Ma le sue interviste, clamorose, fanno poca notizia. Mentre sarebbe doveroso riaprire il dibattito su quel vero disastro politico ed economico.

    • GIUSTIZIALISMO

    Caso Mastella, va processata la giustizia-spettacolo

    La politica italiana, in molti casi, viene decisa nei tribunali, indipendentemente dall'esito del processo. Clemente Mastella è l'ultima vittima della giustizia-spettacolo in ordine di tempo: per nove anni ha subito un processo che si è concluso con un'assoluzione. Ma che nel frattempo ha trascinato nel fango la reputazione sua, della moglie e del partito.

    • ALLEANZE

    Le elezioni in Sicilia possono anche seppellire Renzi

    Le elezioni siciliane appaiono decisive soprattutto per il centrosinistra, che attualmente guida la Regione e che, sondaggi alla mano, rischia di arrivare terzo dopo il centrodestra e i Cinque Stelle.

    • IL SONDAGGIO

    C'è spazio per una nuova proposta cristiana

    Un sondaggio su Repubblica mostra come si sta dividendo la società italiana. L'area di maggior crescita è quella moderata-liberale dove si trova anche il grosso dei cattolici. Una grande area senza leader politici nel dopo-Berlusconi. Nessun partito fa riferimento alla Chiesa. Eppure il momento è propizio.

    • IL CASO MUZZARELLI

    Pd convertito al federalismo sulla via di Modena

    "Finora noi sindaci abbiamo fatto i gabellieri per conto dello Stato centrale. Adesso basta: almeno una quota delle risorse deve restare qui in Emilia, c’è tanto lavoro da fare, dalle strade alla sanità". Non lo dice un leghista, ma Muzzarelli, sindaco di Modena, del Pd. Lombardia e Veneto, col referendum sull'autonomia, danno l'esempio. 

    • LA SCELTA DI BERLUSCONI

    Sarà forse Tajani il "Gentiloni del centrodestra"

    Berlusconi sente aria di vittoria facile per il centrodestra nelle prossime elezioni, ma con tutta probabilità non potrà candidarsi in prima persona. Deve dunque scegliere un candidato unificatore e credibile. Gli ultimi rumor parlano di un'investitura di Tajani, attuale presidente del Parlamento europeo. L'ipotesi è credibile. Vediamo perché.

    • LE ACCUSE ALL'ITALIA

    Se per fermare gli sbarchi bisogna scendere a patti

    Il nostro governo è stato accusato di essere riuscito a fermare gli sbarchi pagando delle milizie responsabili del contrabbando di immigrati. In realtà si tratta di milizie che il governo libico di al-Sarraj ha integrato nelle sue forze di sicurezza benchè siano in effetti responsabili di traffici illeciti. E in Africa non è la prima volta che si scende a patti col diavolo.