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IL NOBEL A MILANO

Virus, batteri e vaccini: le verità ignorate di Montagnier

Il professor Luc Montagnier è intervenuto sabato scorso a Milano nel corso di una manifestazione contro il green pass e la dittatura sanitaria. Secondo il premio Nobel c’è stato un enorme errore strategico. Uno di questi è il non aver tenuto conto che il virus entra nell’organismo umano anche attraverso i batteri.

Attualità 18_01_2022 English Español

È stato uno dei più grandi virologi del XX secolo. Ha diretto il Centre national de la recherche scientifique, e l'Unità di Oncologia Virale dell'Istituto Pasteur di Parigi dove nel 1983 assieme a Françoise Barré scoprì il virus HIV: tale traguardo scientifico valse ai due il Premio Nobel per la medicina del 2008. Ha al suo attivo migliaia di pubblicazioni scientifiche. Oggi, tuttavia, per i media mainstream è solo un povero vecchio rimbambito che propone teorie complottiste.

Il professor Luc Montagnier è intervenuto sabato scorso a Milano nel corso di una manifestazione contro il green pass e la dittatura sanitaria. Un intervento estremamente lucido, il suo, a dispetto dei suoi 89 anni, e delle insinuazioni dei suoi detrattori. Lo scienziato francese non ha parlato solo del virus, ma anche e soprattutto delle strategie che a livello internazionale sono state adottate per fronteggiarlo, strategie - a detta del professore - del tutto inadeguate. Non è solo il vaccino che può fermare l’epidemia, ha affermato, «ma è la combinazione di cure che eliminerà questa malattia». Secondo Montagnier c’è stato un enorme errore strategico.

Uno di questi è il non aver tenuto conto che il virus entra nell’organismo umano anche attraverso i batteri. Batteri che sono pieni di virus, e che si localizzano nell’intestino, e che possono essere eliminati anche con un’alimentazione corretta e con l’igiene. Ma anche con gli antibiotici, che, eliminando i batteri, abbassano la carica virale. Un’evidenza clinica che non è stata contemplata da molte linee guida per la cura del Covid, in primis in Italia. «Tanti paesi si sono dimenticati delle cure, non esiste soltanto il vaccino, esistono dei farmaci che non sono stati utilizzati e che funzionano benissimo, come gli antibiotici», ha dichiarato lo studioso.

Ma il focus del discorso del Premio Nobel ha riguardato i vaccini. Montagnier ha dedicato una gran parte della sua carriera ai vaccini; per anni si è dedicato alla ricerca di un vaccino contro l’HIV, senza successo. Da quarant’anni si è alla ricerca di un vaccino contro il virus responsabile dell’AIDS, senza che sia stato ottenuto alcun risultato.

Ciò non è strano, dal momento che non sempre si riesce a realizzare un vaccino per una determinata malattia: altri esempi di fallimenti sono l’Epatite C, o la tubercolosi. Semmai la stranezza è il fatto di avere prodotto dei vaccini in soli cinque mesi di esperimenti, come nel caso del Covid. Montagnier ha dunque illustrato il suo giudizio su questi prodotti alla luce delle evidenze scientifiche risultanti da un anno di sperimentazione a livello mondiale.

Contrariamente a quanto era stato detto all’inizio, questi vaccini non proteggono assolutamente, e questo sta emergendo con chiarezza sul piano scientifico. «Invece di proteggere com’era stato detto - ha sottolineato lo scienziato - possono addirittura favorire altre infezioni». Montagnier inoltre ha detto che ci sono state migliaia di morti, anche giovani, anche sportivi, per colpa dei vaccini a mRNA: prodotti che non dovrebbero assolutamente essere somministrati ai bambini.

Il sospetto avanzato dal Premio Nobel è che possano causare danni neurologici, anche molto gravi. Patologie neurologiche possono verificarsi anche a partire dalle prime dosi, ma che potrebbero essere responsabili di danni gravi nel lungo periodo. Montagnier ha lanciato un accorato appello a tutti i medici affinché si oppongano alla vaccinazione con questi tipi di vaccino. «I medici oggi sono perfettamente informati di quello che sto dicendo, e dunque dovrebbero intervenire subito perché ne va del futuro dell’umanità» ha detto.

E infine ha concluso con un’affermazione che ha suscitato grande impressione: la salvezza dell’umanità dipende dai non vaccinati: «Solo i non vaccinati potranno salvare i vaccinati. Vaccinati che dovranno, in ogni caso, interpellare i centri medici per essere salvati. Bisogna evitare di ascoltare e di dare voce a chi non ha titolo di poterlo fare e lasciare parlare la scienza. Ripeto: sono i non vaccinati che potranno salvare l’umanità. All’inizio, le grandi multinazionali farmaceutiche erano molto interessate ai vaccini per una questione economica. Questo adesso li ha sorpassati e dobbiamo tornare al rispetto della verità scientifica. Bisogna seguire attentamente l’evolversi della situazione clinica, soprattutto dei vaccinati con 1, 2 o 3 dosi, perché ci sono studi scientifici che riguardano proprio gravi patologie al cervello. E bisogna sopprimere quella nebbia che si è abbattuta sulle notizie scientifiche».

L’anziano scienziato - che ha rivelato di essere ancora in attività, di guidare un’équipe di ricerca indipendente sul Covid - ha invitato ogni persona libera a dare il proprio contributo alla ricerca e alla difesa della verità.