a cura di Riccardo Cascioli
  • Sanità

Un’ennesima emergenza sanitaria in Africa: i farmaci contraffatti

 

Il 17 gennaio i ministri della sanità di sette stati africani – Repubblica del Congo, Gambia, Ghana, Niger, Senegal, Togo e Uganda – si sono incontrati a Lomè, la capitale del Togo, per sottoscrivere un accordo che prevede l’adozione di pene più severe contro il traffico di medicinali falsi e contraffatti. Si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria che si aggiunge alle molte che minacciano gli abitanti del continente e che concorre ad aggravare. Globalmente il traffico di medicinali contraffatti vale 200 miliardi all’anno e l’Africa è tra le aree geografiche più coinvolte. Si ritiene che in certi paesi fino al 70% dei medicinali somministrati siano falsi. L’Oms calcola che in media un prodotto farmaceutico su 10 impiegato in paesi a basso e medio reddito, il che include la maggior parte del continente africano, sia falso o scadente. Tra il 2013 e il 2017 il 42% dei medicinali falsi sono stati scoperti e sequestrati in Africa. Una ricerca della London School of Hygiene and Tropical Medicine ha rivelato che ogni anno in Africa sub-sahariana 116.000 persone muoiono a causa di farmaci anti malarici scadenti o falsi, con un costo medio per i sistemi sanitari di 38,5 milioni di dollari. Un altro studio pubblicato nel 2015, realizzato dalla American society of Tropical Medicine and Hygiene, fornisce dati ancora più allarmanti: in Africa sub sahariana oltre 122.000 bambini di età inferiore a cinque anni ogni anno muoiono a causa di medicinali antimalarici scadenti. Le leggi in vigore prevedono sanzioni inadeguate, ma soprattutto il problema deriva dalla mancanza di regolamentazione e dalla scarsità dei controlli. Anche il prezzo dei medicinali induce molti africani a optare per i meno costosi medicinali distribuiti dai trafficanti. Mancano ovviamente stime precise trattandosi di un fenomeno illegale, ma l’ammontare dei medicinali sequestrati, quando e dove i controlli vengono effettuati con un certo rigore, conferma la portata dell’emergenza. Si parla infatti ogni volta di tonnellate di prodotti farmaceutici.