a cura di Riccardo Cascioli
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Un nuovo vaccino per combattere Ebola in Congo

Le autorità sanitarie della Repubblica democratica del Congo stanno per autorizzare l’impiego di un secondo vaccino sperando che serva a combattere l’epidemia di Ebola che dall’agosto 2018 ha colpito le regioni orientali del paese e che ha già ucciso più di 2.100 persone. Un primo vaccino, della Merck, di cui rimangono poche riserve, è stato finora somministrato agli operatori sanitari e alle persone che sono entrate in contatto con dei malati: in tutto 225.00 persone. Continuerà a essere usato in questo modo. Il nuovo vaccino, della Johnson & Johnson, dovrebbe servire a creare una fascia protettiva, permettendo di immunizzare chi vive nelle immediate vicinanze delle aree colpite dall’epidemia, a partire dai piccoli commercianti che si recano regolarmente nel vicino Rwanda. Ne sono disponibili 1,5 milioni di dosi. L’introduzione di questo nuovo vaccino ha suscitato perplessità sia perché si teme che possa essere interpretata male, come segno che l’altro vaccino sia inefficace, dalla popolazione già propensa a diffidare delle autorità sanitarie locali e internazionali, sia perché ne vanno somministrate due dosi, a distanza almeno di 25 giorni una dall’altra, cosa non facile in Congo dove la popolazione è estremamente mobile e dove inoltre la presenza di gruppi armati rende problematico il lavoro delle equipe mediche. Un’area accessibile può non esserlo più se diventa teatro di scontri e le equipe stesse sono spesso oggetto di attacchi che costringono a interrompere le attività o addirittura a chiudere dei presidi. L’ex ministro della sanità Oly Ilunga era tra coloro che ritenevano uno sbaglio adottare il vaccino della Johnson & Johnson. A luglio ha rassegnato le dimissioni dopo che il presidente Félix Tshisekedi gli ha tolto la direzione della squadra di contrasto a Ebola sostituendolo con un comitato di esperti. Il 14 settembre l’ex ministro è stato arrestato. È accusato di aver sottratto 4,3 milioni di dollari destinati alla lotta contro l’epidemia. Secondo la polizia era in procinto di lasciare il paese.