a cura di Benedetta Frigerio
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Timori di un ritorno dell’Isis in Iraq

L’offensiva turca contro i curdi nel nord della Siria potrebbe favorire il ritorno dell’Isis, lo Stato Islamico. Intervistato dall’agenzia AsiaNews monsignor Basilio Yaldo, ausiliare di Baghdad e stretto collaboratore patriarca caldeo, cardinale Louis Raphael Sako, ha espresso i timori dei cristiani del nord dell’Iraq per le ripercussioni della guerra che oltre tutto può provocare nuove ondate di profughi che il paese non è in grado di sostenere. “Per il momento – ha spiegato monsignor Yaldo – la situazione è ancora sotto controllo, ma il quadro è complicato perché anche da noi la situazione non è pacifica”. Il riferimento è alle recenti manifestazioni di protesta contro la corruzione, la disoccupazione, la mancanza di servizi sociali verificatesi nella capitale Baghdad e in altre città, conclusesi con circa 100 morti e migliaia di feriti. Il 15 ottobre l’arcivescovo caldeo di Erbil monsignor Bashar M. Warda a sua volta ha espresso preoccupazione per l’arrivo di nuovi rifugiati. Negli ultimi due anni, ha detto, Erbil ha visto arrivare un numero crescente di rifugiati cristiani siriani che hanno chiesto accoglienza ai cristiani del Kurdistan iracheno e adesso altri ne stanno arrivando a centinaia, intere famiglie, alcune delle quali erano tornate in Siria fiduciose dopo aver trascorso mesi in esilio: “preghiamo – dice monsignor Warda – che il governo dell’Iraq, l’amministrazione regionale curda e la comunità internazionale non voltino lo sguardo altrove” ma contribuiscano nell’opera di aiuto verso “innocenti di tutte le fedi”. Dopo aver parlato con il vescovo di Aleppo, monsignor Antoine Audo, il quale ha descritto uno scenario di violenze crescenti e di grande confusione, il cardinale Sako ha rivolto un appello a tutte le chiese caldee nel mondo affinché dedichino una settimana di preghiera per la pace in Siria e in Iraq.