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Medio Oriente

Sempre meno i fedeli nella culla del cristianesimo

Si riducono e scompaiono le comunità cristiane sotto la minaccia jihadista e per questo c’è chi chiede l’istituzione di una giornata mondiale dedicata ai cristiani d’Oriente

 

La culla del cristianesimo, il Medio Oriente, si sta svuotando della popolazione cristiana. È una perdita per tutti, non solo per i paesi mediorientali. “La scomparsa di queste comunità – spiega all’agenzia di stampa AsiaNews Vincent Gelot, responsabile della regione per conto di L’Œuvre d’Orient, associazione apolitica legata alla Chiesa di Francia che rappresenta in Libano, Siria e Giordania - non è solo una perdita per loro, ma anche per noi occidentali, perché una parte delle nostre radici, della nostra civiltà, delle nostre radici culturali, civili e religiose proviene da qui. Lo è anche per i musulmani. Dobbiamo aiutare i paesi del Medio oriente a mantenere il loro mosaico. Non vogliamo perdere questo tesoro, ma condividerlo”. Per questo L’Œuvre d’Orient, insieme ad altre associazioni tra cui Aiuto alla Chiesa che Soffre, vuole proporre al dicastero delle Chiese orientali e del papa l’istituzione di una Giornata mondiale per i cristiani d’Oriente: una giornata di preghiera, di sensibilizzazione e di raccolta fondi. Potrebbe servire anche a sostenere le istituzioni scolastiche, gli ospedali e le altre attività gestite dalle comunità cristiane. “Ciò che vorremmo – spiega – è che alcune strutture istituzionali come Onu e Unione europea si mobilitassero maggiormente per sostenere la diversità etnica e religiosa del Paese di cui fanno parte i cristiani, in particolare in Siria”. Proprio dalla Siria arrivano notizie di un crescendo di attacchi e violenze contro i cristiani. La vittima più recente, uccisa da fondamentalisti islamici, è Imam Matanius Jrousi, una insegnante madre di tre figli, morta il 23 febbraio in seguito alle ferite riportate durante un attacco jiahdista nel quartiere Akrama di Homs. “Attivisti e movimenti cristiani riferiscono di un Paese in preda al “caos – riporta AsiaNews – in cui si moltiplicano omicidi mirati e sparizioni inquietanti in circostanze misteriose, sotto il manto (e la bandiera) di un estremismo islamico che si fa sempre più presente e diffuso. A questo si aggiungono anche episodi di ‘intimidazione’ a sfondo confessionale e assalti contro negozi e attività commerciali dei cristiani e di altre minoranze religiose, tutti avvenuti in questo mese di febbraio a conferma di una deriva sempre più sanguinaria. Tanto da creare, sottolinea l’ong Chrétiens d’Orient, ‘un clima di paura crescente’ e contro il quale le autorità di Damasco risultano impotenti (se non conniventi)”.