Santi martiri di Nagasaki
Posticipando di un giorno la loro memoria liturgica per non sovrapporla a quella di sant’Agata, la Chiesa ricorda oggi il martirio avvenuto il 5 febbraio 1597 su una collina presso Nagasaki, dove 26 cristiani furono crocifissi, glorificando Cristo fino all’ultimo respiro terreno


Sant’Agata
Interrogandola, il proconsole Quinziano le chiese perché, da nobile e libera, vestisse come una schiava. «La massima libertà sta nel dimostrare di essere servi di Cristo», gli rispose la santa. Seguirono le torture e quindi la morte. Agata è tra le sette antiche martiri - assieme a Lucia, Agnese, Anastasia, Cecilia, Felicita e Perpetua - a essere invocata nel Canone Romano.


San Gilberto di Sempringham
Fu il fondatore dell’unico ordine religioso interamente inglese e sostenne moralmente la causa di san Tommaso Becket. L’Ordine gilbertino, che alla sua morte contava quasi duemila religiosi, cessò di esistere nel 1538, nell’ambito della dissoluzione dei monasteri imposta da Enrico VIII


San Biagio
Nel giorno di san Biagio, martire sotto Licinio, è consueta la benedizione della gola con due candele incrociate. Il sacerdote benedice il fedele con queste parole: «Per l’intercessione di san Biagio, vescovo e martire, il Signore ti liberi dal mal di gola e da ogni altro male. In nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen»


Presentazione del Signore
La festa odierna, chiamata popolarmente Candelora, ebbe origine in Oriente con il nome greco di Hypapante, che significa «Incontro», intendendo l’incontro tra Gesù e Simeone. Il quale, prendendo il Divin Bambino tra le braccia, elevò il bellissimo "Nunc dimittis"


Santa Brigida d’Irlanda
È compatrona del suo Paese accanto a san Patrizio, del quale proseguì l'opera di evangelizzazione. Santa Brigida, che non va confusa con l’omonima santa svedese del XIV secolo, è così popolare in Irlanda che nei secoli sono sorte innumerevoli tradizioni sulla sua figura. È spesso raffigurata con una croce di giunchi


San Giovanni Bosco
Pedagogo, scrittore, editore, mistico, padre per una miriade di bambini e giovani disagiati. Nel clima anticattolico dell'Italia risorgimentale e post-unitaria, san Giovanni Bosco (1815-1888) fu un dono della Provvidenza. Patrono dei giovani e degli educatori, il suo "sistema preventivo" si basava su tre pilastri: ragione, religione, amorevolezza


Santa Giacinta Marescotti
Entrò tra le terziarie francescane senza alcuna vocazione, e per una decina d'anni si disinteressò della regola e di Dio. Fino a quando l'ammonimento del suo confessore non le aprì gli occhi...


San Costanzo di Perugia
San Costanzo, venerato come primo vescovo di Perugia, fu martirizzato nel II secolo. Era un uomo di grande fede e di animo generoso. Le sue reliquie sono custodite a Perugia nella chiesa che porta il suo nome


San Tommaso d’Aquino
“Sebbene la verità della fede cristiana superi la capacità della ragione, tuttavia i principi naturali della ragione non possono essere in contrasto con codesta verità”, insegnava san Tommaso d’Aquino (1225-1274), il Doctor Angelicus come lo chiamarono i suoi contemporanei


Sant’Angela Merici
Fondò le Orsoline, la prima congregazione secolare interamente femminile, dedita all'educazione cristiana delle fanciulle. Così scriveva nella Regola: «Signore mio, unica vita e speranza mia […], ricevi ogni mio pensiero, parola e opera e infine tutto ciò che io possiedo dentro e fuori di me: lo pongo come offerta ai piedi della tua divina Maestà»


Santi Timoteo e Tito
La Chiesa commemora nello stesso giorno i santi vescovi Timoteo e Tito, discepoli prediletti di san Paolo e destinatari nel complesso di tre lettere «pastorali». Sia nelle due lettere a Timoteo che in quella a Tito, ricorrono le esortazioni a difendere la sana dottrina dai falsi maestri e la necessità di perseverare nella fede e nelle buone opere, fino al ritorno glorioso di Gesù Cristo

