• LA LETTERA

Progetto Gaia, se alle elementari entra il neopaganesimo

In un istituto comprensivo di Caravaggio sono stati proposti dei corsi di “bioenergetica” e yoga a bambini della scuola dell’infanzia, e il cosiddetto Progetto Gaia per le elementari, all’insegna di un’«evoluzione spirituale unitaria e transreligiosa». Alcuni genitori protestano allarmati. Perché fare entrare a scuola proposte che non riguardano la didattica e che richiamano pratiche neopagane?

Gentile direttore,

se la scuola ammicca al New Age, ci si può imbattere in yoga, bioenergia e nuovo umanesimo transreligioso...

Accade presso una scuola di Caravaggio, piccolo centro della bergamasca, ma - forse tra la disattenzione e la rassegnazione di molti - accade anche in tante altre scuole. L’intramontabile G.K. Chesterton affermava che «chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto». La conferma, casomai ce ne fosse bisogno, la possiamo avere semplicemente curiosando tra i progetti che le scuole ogni anno approvano e propongono ai propri alunni; progetti che spesso non risultano attinenti a questioni didattiche, ma debordano in tematiche che qualche genitore potrebbe non gradire. Peccato che spesso i genitori non vengano adeguatamente informati sui contenuti e, dettaglio non irrilevante, non è attualmente previsto che i genitori possano esprimersi nella scelta dei progetti. Si parla spesso di patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, ma le famiglie non vengono coinvolte quando - ogni anno - si approvano i progetti che trascendono la dimensione didattica per toccare quella educativa.

Per scendere nel concreto - e capire l’allarme di alcuni genitori -  può essere utile approfondire la proposta della citata scuola di Caravaggio, più precisamente l’I.C. Mastri Caravaggini.

Sono già problematici i corsi di “bioenergetica” e di yoga proposti ai bambini della scuola dell’infanzia. Infatti, i richiami “new age” contenuti in queste pratiche sono molti e già in passato il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso ha ritenuto di mettere in guardia i cattolici, affermando che “data la visione che soggiace alla religiosità New Age, nel complesso è difficile conciliarlo con la dottrina e la spiritualità cristiane”. Sempre nel medesimo documento, pubblicato nel 2003, si fa notare che “fra le tradizioni confluite nel New Age vi sono antiche pratiche occulte egiziane, la cabala, il primo gnosticismo cristiano, il sufismo, la sapienza dei druidi, il cristianesimo celtico, l’alchimia medievale, l’ermetismo rinascimentale, il buddismo zen, lo yoga”. Yoga, quindi, che non si riduce ad un semplice esercizio fisico, ma risulta essere parte di un sistema filosofico e religioso ben più ampio.

Ciò che inquieta maggiormente, poi, è il cosiddetto “Progetto Gaia”, che verrà attuato in alcune classi della scuola primaria del medesimo istituto comprensivo. Il “Progetto Gaia”, sul sito dedicato, si propone come un “Programma di educazione alla consapevolezza globale di sé e degli altri, per la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, con particolare attenzione ai giovani disagiati e a rischio” e risulta essere ideato e promosso dall’Associazione di promozione sociale “Villaggio Globale” di Bagni di Lucca.

Un progetto innocuo, a prima vista. Basta tuttavia una sommaria ricerca in Internet, sul sito dell’associazione Villaggio Globale, per iniziare a sospettare che non sia poi un progetto così innocuo.

Di cosa parla l’associazione che propone il Progetto Gaia? Per esplicita ammissione dei promotori, i riferimenti valoriali sono quelli del “Manifesto nello Spirito della Coscienza Planetaria” proposto dal cosiddetto Club di Budapest. Affermano di voler favorire lo sviluppo di una “nuova coscienza planetaria”, di un “nuovo umanesimo”. E parlano di “Gaia”, intesa come dea della Terra. Obiettivo del loro impegno è l’“evoluzione spirituale unitaria e transreligiosa”: condizione quest’ultima necessaria - dicono - per favorire l’armonia e l’evoluzione sociale e spirituale del pianeta.

Si potrebbero elencare ancora molti dettagli, tutti desunti dai siti ufficiali del Progetto Gaia e dall’associazione promotrice Villaggio Globale. Quanto accennato è tuttavia sufficiente per capire che il progetto in questione, proposto a bambini di circa 8 anni, tutto è tranne che un progetto neutro. Appare ampiamente giustificato l’allarme dei genitori. Al tempo stesso appare incomprensibile come proposte di questo genere possano approdare nella scuola di oggi, che si scopre “laica” quando si tratta di proporre l’eliminazione del crocefisso dalle classi o l’abolizione del presepio, ma si mostra poi totalmente vulnerabile a proposte che sembrano riportare a pratiche di culto di tempi lontani, o - per definirle meglio - neopagane.

Alcune domande sorgono comunque spontanee: come vengono selezionati i progetti nelle scuole? Chi ne verifica i contenuti? E, soprattutto, perché non coinvolgere i genitori nella valutazione di proposte che, proprio perché non riguardanti la didattica, meriterebbero un maggiore coinvolgimento delle famiglie. Così facendo si verrebbe a creare un vero patto di corresponsabilità e, probabilmente, si porrebbe anche un argine al dilagare di progetti sempre più ambigui e portatori di ideologie inquietanti.