«Ogni autorità risponderà a Dio per il modo in cui esercita il potere»
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L'eco della guerra in Medio Oriente si è sentito nelle meditazioni della Via Crucis - presieduta da Papa Leone XIV - scritte dall'ex custode di Terra Santa, padre Patton. L'autentico potere non è «quello di chi ritiene di poter disporre della vita altrui nel dare la morte, ma quello di chi realmente può vincere la morte dando la vita».
Il ritorno di un successore di Pietro al Colosseo per la Via Crucis, la prima volta di Leone XIV. Prevost ha scelto di portare personalmente la croce per tutte e quattordici le stazioni. Ieri sera questa tradizione che san Paolo VI volle annualmente a partire dal 1964 ha fatto ripercorrere idealmente il cammino di Cristo verso il calvario ai fedeli presenti e a quelli collegati da casa.
La guerra in Medio Oriente si è fatta sentire sul colle Palatino nelle meditazioni e nelle preghiere proposte per l'occasione dall'ex custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Il frate ora residente nel santuario giordano del Monte Nebo ha voluto omaggiare san Francesco nell'anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla sua morte. I testi si sono così ispirati agli scritti del santo di Assisi.
Partendo dalla prima stazione in cui Gesù si trova davanti a Pilato, la meditazione riflette sul potere paragonando il prefetto romano a chi «anche oggi (...) crede di avere ricevuto un’autorità senza limiti e pensa di poterne usare e abusare a proprio piacimento». A loro viene opposta la lezione di san Francesco quando «ci ricorda che ogni autorità dovrà rispondere davanti a Dio del proprio modo di esercitare il potere ricevuto». Questo vale per «il potere di giudicare, ma anche il potere di avviare una guerra o di terminarla». Compreso il «potere di promuovere e difendere la vita oppure di rifiutarla e soffocarla».
Nei testi affiorano tanti elogi alle donne ed in particolare alle madri che mai dovrebbero «umiliarsi davanti all’autorità per vedersi restituire i resti martoriati di un proprio congiunto». Quelle madri che da secoli «piangono su sé stesse e sui propri figli: portati via e incarcerati durante una manifestazione, deportati da politiche prive di compassione, naufragati in disperati viaggi della speranza, falcidiati nelle zone di guerra, annientati nei campi di sterminio».
Commentando il denudamento di Cristo nella decima stazione, le meditazioni paragonano questo tentativo di privare la dignità alle pratiche dei «regimi autoritari quando costringono i prigionieri a rimanere seminudi in una cella spoglia o in un cortile». Ma anche agli «stupratori e gli abusatori che trattano le vittime come cose» e all’«industria dello spettacolo, quando ostenta la nudità per guadagnare qualche spettatore in più».
Cristo sulla croce mostra «l’autentico potere», scrive Patton. E l'autentico potere non è «quello di chi ritiene di poter disporre della vita altrui nel dare la morte, ma quello di chi realmente può vincere la morte dando la vita e può dare la vita anche accettando la morte».
Nel pomeriggio il Papa ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore nella Basilica di San Pietro con l'omelia affidata al predicatore della Casa Pontificia, padre Roberto Pasolini, che ha invitato a «deporre le armi che stringiamo tra le mani che non sembrano pericolose come quelle che detengono i potenti del mondo ma che sono strumenti di morte perché sono sufficienti a indebolire, a ferire, a svuotare di senso e di amore le nostre relazioni quotidiane».
Durante il momento dell'adorazione della croce Leone XIV si è inginocchiato, scalzo in segno di riverenza. La liturgia si è conclusa con la comunione. Quasi tutti i cardinali presenti hanno preso la comunione sulla mano, con poche eccezioni tra cui Fernando Filoni, Mauro Piacenza e Robert Sarah. Questa notte il Papa presiederà la solenne Veglia pasquale, sempre nella Basilica di San Pietro.
Il 1750: la prima volta della Via crucis al Colosseo
La pratica della Via Crucis al Colosseo il Venerdì Santo risale al 1750. Fu san Leonardo da Porto Maurizio a volerla per mostrare a tutti quel luogo di testimonianza dei primi martiri che morivano come cibo per le bestie durante le persecuzioni.
Che calvario la via crucis in cui Cristo è solo un pretesto
Dedicata ai migranti, alle vittime della tratta, alla Costituzione e persino a Stefano Cucchi: la via crucis è ormai un happening in cui Gesù è solo un pretesto per parlare d'altro, fare politica e proclamare manifesti ideologici. Specchio di una Chiesa secolarizzata in cui non è più la Croce di Cristo a dare senso ad ogni dolore umano, ma é il dolore umano a giustificare la croce.
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