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No ai vaccini con cellule di feti abortiti: un'alternativa c'è

Tutti, anche i cristiani, corrono a vaccinarsi accantonando il problema dei feti abortiti. Eppure molti non vogliono in coscienza farne uso, perché non siamo tutti a rischio vita e perché un'alternativa c'è. Se saremo costretti a sottoporci al vaccino occorre domandare delle alternative come quella del russo EpivacCorona che, oltre ad essere efficace e tollerabile, è prodotto senza le linee cellulari fetali.

Al di là di tutte le perplessità sulla efficacia, sulla non pericolosità a breve, medio e lungo termine, nonché sulle equivoche modalità con cui si stanno esercitando enormi pressioni sulle popolazioni affinché tutti si sottopongano al vaccino contro il virus Covid-19, resta aperta, a monte, una questione ancora più grave e sostanzialmente irrisolta. Si tratta di una questione morale, che attiene alle modalità di produzione dei vaccini stessi.

Per i cristiani (sicuramente i cattolici e gli ortodossi) permane il grande ostacolo dell'utilizzo, da parte di svariate case farmaceutiche, delle linee cellulari derivanti da due bimbi volontariamente abortiti diversi decenni fa, proprio per consentire alla "scienza" di fare "progressi" nel campo della immunizzazione da malattie virali, sia in fase di progettazione che di produzione dei vaccini stessi. In diversi paesi il problema è stato sollevato, invece, relativamente all'uso di derivati del maiale, da parte dei fedeli di religione islamica ed ebraica, costringendo le case produttrici a fornire spiegazioni in merito.

Ad oggi è confermato che i principali vaccini in circolazione hanno utilizzato, in una fase o nell'altra (o in entrambe) le fatidiche linee cellulari. Per tranquillizzare i fedeli, la Congregazione per la Dottrina della fede ha pubblicato un documento in cui sostanzialmente sposa la tesi della ammissibilità del vaccino anche a queste condizioni, purché ci sia un reale pericolo di vita per sé e per gli altri, premesso che non vi siano alternative e che si faccia il possibile per sollecitare le case farmaceutiche a cercare soluzioni diverse.

Anche diversi teologi e filosofi hanno avallato questa tesi, offrendo spiegazioni ancorate alla tomistica e provando così a disinnescare l'allarme fra i fedeli. In gran parte pare che l'operazione sia riuscita, perché in tantissimi stanno correndo a vaccinarsi come se non ci fosse un domani...Però i dubbi permangono. E permangono perché in qualcuno (me compreso) c'è un ultimo tribunale, che è quello della coscienza e della ragione, per il quale non è pensabile che - sebbene a distanza di decenni - si possa fondare un bene su un atto intrinsecamente cattivo. Gli aborti furono procurati per una finalità precisa, che è quella di cui noi oggi ci dovremmo avvalere; accettare un vaccino prodotto con l'utilizzo di linee cellulari da aborti volontari (e sarebbe interessante, per quanto raccapricciante, descrivere le operazioni di prelievo dei tessuti vivi...) significa - direttamente o indirettamente - confermare la validità del metodo e, in qualche modo, promuoverne la prosecuzione.

È davvero questo che vogliamo? La nostra salute (forse...) fondata su dei sacrifici umani offerti sull'altare della "scienza"? Non vale forse di più la salute dell'anima? Il dibattito sul tema è ancora aperto e vivace. Non sono né teologo né scienziato e non pretendo di risolvere il problema; anzi, mi rendo conto di trattarlo forse grossolanamente. Tuttavia, proprio perché esistono persone - forse tante - che in coscienza non si sentono di accettare il vaccino a simili condizioni, credo sia opportuna una accurata ricerca per verificare se esistono ad oggi vaccini prodotti senza l'utilizzo degli aborti, promuoverne la conoscenza e chiedere ai Governi di permetterne l'utilizzo per tutte quelle persone che si pongono questo problema morale.

Sulla base di ricerche personali, mi risulta ad esempio che il vaccino russo EpivacCorona, oltre ad avere una ottima efficacia e tollerabilità, sia stato prodotto (secondo quanto ufficialmente dichiarato dal Centro di Ricerca statale Wektor) senza l'ausilio delle linee cellulari da aborti: “Le linee cellulari non sono state utilizzate e non saranno utilizzate"! Se confermato, l'acquisto di tale vaccino e il suo potenziale utilizzo per milioni di persone introdurrebbe un principio di concorrenza davvero importante, fondato su un aspetto di natura etica, con importanti riflessi poi anche di natura economica per le stesse case farmaceutiche.

È fattibile? A me pare di sì. Basterebbe un po’ più di attenzione da parte di chi ha il potere decisionale su questi temi, anche a questi aspetti così delicati e fondamentali. Non credo, personalmente, che il vaccino risolverà il problema del Covid, però, dato che purtroppo si va verso una imposizione dell'obbligo vaccinale (in modo diretto o indiretto), perlomeno proviamo ad aggirare l'ostacolo.