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ARGENTINA

Mons. Zanchetta condannato per abusi sessuali

Monsignor Gustavo Oscar Zanchetta è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione, dal tribunale argentino di Oran, per abuso sessuale continuo aggravato. I giudici hanno dunque creduto alle accuse di due ex seminaristi, oggetto di episodi a sfondo sessuale a partire dal 2017. Monsignor Zanchetta ora ricorre in appello. 

Ecclesia 05_03_2022
Tribunale di Oran, il momento della sentenza

Monsignor Gustavo Oscar Zanchetta è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione. I giudici della Sezione II del Tribunale di Orán lo hanno riconosciuto colpevole del reato di abuso sessuale continuo aggravato per essere stato commesso da un religioso. Scatta l'arresto immediato per il vescovo emerito che sarà trattenuto in un dipartimento di polizia a Salta in attesa che si liberi una cella all'interno del carcere di Oràn.

I giudici hanno creduto alle accuse di due ex seminaristi, G.G. e M.C., che hanno denunciato di essere stati oggetto di episodi a sfondo sessuale ad opera di Zanchetta avvenuti a partire dal 2017  nel seminario Juan XXIII. La sentenza ha accolto le richieste dell'accusa, mentre gli amici ed i familiari delle vittime hanno dichiarato che la pena "era bassissima per i danni che ha fatto". Il vescovo, assessore dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica formalmente fino ad ottobre 2021, era presente in aula ed ha ascoltato la pronuncia della condanna in silenzio. Silvia Noviasky, giornalista di El Tribuno di Salta che ha seguito sin dall'inizio il caso, ha detto alla Nuova Bussola Quotidiana che Zanchetta farà appello contro la condanna. Un'intenzione espressa da Javier Belda Iniesta, avvocato canonico che ha fatto da portavoce al presule argentino durante la vicenda giudiziaria e che era presente in aula anche ieri.

La condanna è stata salutata con soddisfazione da uno dei due seminaristi che ha ringraziato proprio Noviasky per essere stata "capace di raccontare tutto". "Possiamo camminare in pace con sollievo, la giustizia è stata saggia e ci ha ascoltato", ha scritto la vittima. Dopo il pronunciamento, Zanchetta è stato tradotto in camera di sicurezza nell'Unidad Regional 2 di Salta, ma si è evitata l'esposizione mediatica con le manette ai polsi. La sentenza è stata commentata dalla Conferenza Episcopale Argentina che ha emesso un comunicato nel quale è stata espressa "vicinanza alle vittime" ed "una forte e sincera richiesta di perdono a nome di tutta la Chiesa". "Questi eventi dolorosi - hanno scritto il presidente, mons. Óscar Vicente Ojea, e il segretario generale mons. Alberto Bochatey - ci rinnovano nel compito impegnato e urgente di sradicare questo tipo di comportamenti abusivi e di continuare a lavorare duramente per l'attuazione delle misure che la Santa Sede ha chiesto alle diocesi di tutto il mondo nella ricerca della verità e della giustizia".

Dopo un'indagine preliminare condotta da mons. Carlos Alberto Sánchez, sul caso era stato aperto anche un processo presso la Congregazione per la Dottrina della Fede nel 2019 di cui aveva fatto menzione lo stesso Papa Francesco, rispondendo ad una domanda della giornalista Valentina Alazraki. Si vedrà se la condanna arrivata dalla Sezione II del Tribunale di Oràn favorirà anche la pubblicazione degli esiti di quell'iter processuale.