a cura di Anna Bono
  • Ecuador

Migliaia di venezuelani chiedono di entrare in Ecuador ogni giorno

 

L’8 agosto il governo dell’Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza per fronteggiare l’afflusso incessante di cittadini venezuelani in fuga a causa della disperata situazione economica in cui versa il loro paese. L’Unhcr ha approvato la decisione del governo e la sostiene perché consente all’Equador di destinare più risorse all’assistenza ai profughi. Questo ha già permesso ad esempio ai funzionari addetti all’immigrazione di accelerare sensibilmente il lavoro di registrazione dei nuovi arrivati facendo sì che i profughi non debbano più sostare a lungo alla frontiera in attesa di essere identificati e ammessi. Dall’inizio del 2018 sono entrati in Ecuador passando dalla Colombia circa 547.000 venezuelani, in media da 2.700 a 3.000 al giorno. Dall’inizio di agosto il flusso si è intensificato. La prima settimana di agosto ne sono arrivati 30.000 e ormai ogni giorno si presentano  ai posti di frontiera circa 5.600 persone. L’Unhcr spiega che molti profughi si spostano a piedi impiegando giorni e persino settimane per raggiungere l’Ecuador. La maggioranza di loro proseguono poi alla volta del Perù e del Cile, ma il 20%, spesso perché ormai privi di mezzi per continuare il viaggio, restano nel paese. Vivono nei parchi pubblici o in ripari di fortuna e si procurano il necessario per sopravvivere mendicando o ricorrendo ad altri espedienti. Dal 2016 circa 7.000 di essi hanno chiesto asilo. Inoltre l’Ecuador ha concesso altre forme di residenza legale a decine di migliaia di venezuelani.