Messori e l'apologetica, l'eredità e l'impegno per chi resta
Un fuoriclasse ma non un eroe solitario: l'opera di Messori implicava anche una "paternità" verso le nuove generazioni di scrittori e giornalisti desiderosi di difendere e promuovere le ragioni della fede. La testimonianza di Gianpaolo Barra e Riccardo Cascioli.
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Sarebbero numerosi gli spunti da rileggere e scandagliare – e in questi giorni lo stiamo facendo anche sulla Bussola – nella sterminata opera di Vittorio Messori, ma se ne possono certamente individuare nell’apologetica il fil rouge e il suo lascito principale. Messori l’apologeta è appunto il titolo della diretta dei “Venerdì della Bussola” condotta dal direttore Riccardo Cascioli con Gianpaolo Barra, fondatore e primo direttore del Timone, che alla fine degli anni Novanta ebbe l’intuizione di dar vita a una “nazionale degli apologeti”, il cui fuoriclasse era proprio Messori.
Fuoriclasse ma tutt’altro che eroe solitario guidando, ispirando, accompagnando altri nell’impegno – che spetterebbe di per sé a ogni cristiano – di «rendere ragione della speranza» (1Pt 3,15-17). Una sorta di “paternità”, esercitata insieme a sua moglie Rosanna, verso la più giovane generazione di giornalisti e scrittori cattolici desiderosi di difendere e promuovere le ragioni della fede, che – ricorda Barra – hanno per oggetto principalmente: Dio, Cristo, la Chiesa, e richiedono uno studio appassionato, per rispondere a chi attribuisce alla storia del cattolicesimo ogni male, vero o presunto, in base ad accuse superficiali che ne accentuano le ombre e ne ignorano le luci. Al contempo, ricorda Cascioli, obiettivo dell’apologetica è la verità, non la difesa d’ufficio che in tempi recenti ha spinto talvolta a chiudere gli occhi di fronte alle contraddizioni. E la verità non fa sconti a nessuno, nemmeno ai Papi.
Benché a Messori spetti il merito di aver rilanciato l’apologetica ai nostri tempi, questo compito non si esaurisce affatto con la sua morte, al contrario, il lascito e il sostegno di Vittorio e di Rosanna (che non ha fatto in tempo a vederne l’ultimo “frutto” da lei ispirato, La Bussola Mensile) non vanno lasciati cadere, anzi il lavoro apologetico è oggi ancora più attuale per colmare il vuoto generato da decenni di deserto. Così come prosegue quell’amicizia in Cristo, che dalle conversazioni sul lago di Garda si è “semplicemente” trasferita nella comunione dei santi.
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