a cura di Anna Bono
  • Emigranti irregolari

Le rotte migratorie illegali puntano sull’Italia

Dal 1° gennaio al 24 marzo sono sbarcati in Italia 6.184 emigranti illegali, quasi due volte e mezzo che  nello stesso  periodo del 2020 quando erano stati 2.750, e oltre 12 volte rispetto ai 509 dello stesso periodo del 2019. In media sono 75 persone al giorno. Comparando i flussi annuali, gli arrivi al 25 marzo sono un quinto circa del totale degli sbarchi, 34.154, registrati nel 2020 e più della metà del totale, 11.471, del 2019. Gli arrivi, già più che raddoppiati nel 2020 rispetto al 2019, quest’anno potrebbero dunque raddoppiare di nuovo, e più ancora, tenuto conto che i mesi più favorevoli alla navigazione nel Mediterraneo devono ancora arrivare. Altri dati inoltre accrescono l’allarme per la situazione italiana. Secondo l’Alto commissariato Onu per il rifugiati, dall’inizio dell’anno al 22 marzo gli arrivi illegali in Europa sono stati 12.704, di cui 850 via terra (rotta balcanica, Ceuta e Melilla) e 11.554 via mare. L’Italia quindi conta quasi metà degli arrivi in Europa e ben più della metà degli sbarchi. Nello stesso periodo la Spagna registra 5.063 arrivi, la Grecia 1.249 (entrambe sia via terra che via mare), Cipro 290 e Malta 65. Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco in Italia, dall’inizio dell’anno, sono in gran parte africane. Tra i primi dieci paesi di provenienza figurano infatti nove stati africani e, in quarta posizione, un paese asiatico, il Bangladesh. Al primo posto si trova la Costa d’Avorio con 1.000 arrivi, seguita dalla Tunisia con 845, dalla Guinea Conakry con 694. Dal Bangladesh sono arrivati 493 emigranti. Seguono Sudan, 388, Eritrea, 343, Mali, 302, Algeria, 291, Egitto, 233, e Camerun, 174.