a cura di Benedetta Frigerio
  • Islam

In Pakistan discriminati gli studenti cristiani ai test di ammissione all’università

 

Sono tanti i modi di rendere difficile la vita ai cristiani nei paesi in cui sono una minoranza mal tollerata. In Pakistan uno studente cristiano, Kamran Safdar, è stato scavalcato per il secondo anno al test di accesso alla facoltà di medicina da candidati musulmani Hafitz-e-Quran, “memorizzatori del Corano”. Per legge infatti agli Hafitz-e-Quran viene attribuito il massimo del punteggio a prescindere dalla loro preparazione effettiva. La legge risale al 1987, epoca del regime del generale Zia-ul-Haq, e non è mai stata messa realmente in discussione. La discriminazione appare particolarmente dolorosa e ingiusta in questo caso perché il giovane Kamran si è diplomato con un ottimo punteggio (89,44 su 100) superando molti ostacoli. È infatti di famiglia modesta, se non povera. Suo padre è un venditore ambulante di frutta, sua mamma fa le pulizie in un ospedale, i suoi fratelli hanno interrotto gli studi per lavorare e aiutarlo economicamente. Tuttavia non è in grado pagare la retta di una università privata ed essere sistematicamente superato nel punteggio per l’accesso a quelle pubbliche mette fine alle sue speranze di poter diventare un giorno medico. Adesso lavora come commesso in una farmacia e frequenta un corso di laurea in materie scientifiche in una università pubblica. Il presidente del Center for Social Justice, Peter Jacob, approva che si riconosca come titolo la preparazione in materia religiosa, ma vorrebbe che fosse applicato a tutti gli studenti, non soltanto agli Hafits-e-Quran. Altri insistono comunque sul merito come criterio di valutazione. Il parlamento del Punjab, la provincia in cui vive Kamran, ha da poco approvato una legge che riserva alle minoranze religiose il 2 per cento dei posti disponibili nelle università. Pur essendo un passo avanti, non basta ad assorbire le richieste di iscrizione degli studenti non musulmani.