Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Santa Macrina la Giovane a cura di Ermes Dovico
Svipop
a cura di Riccardo Cascioli
Aree urbane

In Africa vivere in città costa molto più che in Asia e in America Latina

A differenza di quanto si può pensare, la vita è molto cara nei centri urbani a causa della scarsità di infrastrutture e servizi e dell’assenza di pianificazione

Svipop 10_12_2020

Sempre più africani si trasfericono nei centri urbani. Si stima che nelle aree urbane vivano 472 milioni di africani, su una popolazione totale di 1,34 miliardi. Ma abitare in città in Africa costa molto più che in Asia e in America Latina e questo vale non solo per le fasce ad alto reddito. Un rapporto della Banca Mondiale ha analizzato le cause dell’elevato costo della vita nelle città africane giungendo a individuare i principali fattori responsabili. Il primo è la dispersione e la frammentazione degli agglomerati urbani. L’emigrazione dalle aree rurali ha fatto crescere le città rapidamente e in modo non pianificato. Si sono formate enormi periferie, insediamenti mal collegati tra di loro e con il centro cittadino e spesso sprovvisti di infrastrutture e servizi. Il costo dei trasporti urbani è aumentato dalle distanze considerevoli da percorrere e dal traffico congestionato che rende lunghi i tempi degli spostamenti. Nelle città più grandi, ad esempio Lagos, ex capitale della Nigeria, che ha quasi 17 milioni di abitanti, il costo degli spostamenti urbani in media supera il 50 per cento delle entrate delle famiglie di ceto medio. In molte città acqua e corrente elettrica sono costose e oltre tutto la loro erogazione è scarsa e irregolare. Secondo la Banca Mondiale i prezzi di questi servizi in alcune capitali, Luanda (Angola), Gaborone (Botswana), Kinshasa (Repubblica democratica del Congo) sono di un terzo più cari che nelle città asiatiche con caratteristiche simili. A questi costi si aggiungono quelli delle spese necessarie per ovviare alla cattiva qualità dei servizi ricorrendo a servizi privati complementari, come ad esempio la vendita di acqua potabile, e l’acquisto di generatori, e del carburante per farli funzionare, e disporre così di energia quando manca la corrente. Inoltre molti beni di prima necessità sono importati e quindi cari e anche quelli prodotti localmente, ad esempio i generi alimentari di uso comune, hanno prezzi elevati a causa del malfunzionamento delle reti di trasporto e dei sistemi di immagazzinamento e conservazione.